Osimo – Un bazar della droga in pieno centro storico

1 - Arrestato il pusher che operava nei bagni pubblici. 2 - Salvato un ventitreenne da overdose

Osimo/1 – Un bazar della droga nel bel mezzo del centro storico: è stato arrestato ieri sera alle ore 18:40 circa, un pusher che operava indisturbato nei pressi del posto di lavoro, ovvero i bagni pubblici comunali.

Stefano Merolla, classe 1959, nato a Napoli, residente a Osimo, coniugato, nullafacente, era stato incaricato della mansione temporanea di gestione e cura dei bagni pubblici che si affacciano su Piazza Boccolino.

Ed è proprio qui che lo spacciatore dava appuntamento ai suoi clienti, ed è qui che i carabinieri di Osimo lo hanno sorpreso.

L’arresto di Stefano Merolla. Nel riquadro, il panetto di hashish di 200 grammi

Sottoposto a perquisizione locale e poi domiciliare presso la propria abitazione, l’uomo è stato trovato in possesso di diverse sostanze stupefacenti pronte allo smercio illegale, ovvero 6 grammi di cocaina suddivisa in tre dosi, un panetto di hashish del peso di 200 grammi circa ed ulteriori 8 grammi di hashish suddivisi in otto involucri.

Parte delle sostanze rinvenute era nascosta nei rotoli di carta igienica dei bagni pubblici, la restante parte all’interno del comò della cameretta della figlia, dove è stata rinvenuta anche la somma di 440 euro in contanti provento dello spaccio, insieme a un cellulare marca “Mediacom” dove il pusher riceveva le ordinazioni per l’acquisto al dettaglio della merce.

La droga e i materiali sequestrati al pusher. Nel riquadro, Stefano Merolla

L’arrestato, accusato di detenzione illegale di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, è stato immediatamente condotto negli uffici della Compagnia di Osimo dove è stato sottoposto al fotosegnalamento e ai rilievi dattiloscopici.

Subito dopo, su ordinanza del sostituto Procuratore di turno al Tribunale di Ancona, Mariangela Farneti, veniva recluso presso la Casa circondariale di Ancona-Montacuto.

Osimo/2 – Un secondo intervento legato alla droga è stato effettuato dalle Forze dell’ordine di Osimo alle 23:00 di ieri, quando i militi sono intervenuti in un’abitazione di via Colombo, a seguito di una segnalazione di overdose da parte di un giovane.

Il ragazzo, di 23 anni, residente a Osimo, celibe, cuoco, gravato da precedenti di polizia, è stato rinvenuto sdraiato sul letto dell’appartamento con a fianco una bustina di cellophane contenente 0,6 grammi di cocaina.

Trasportato in ambulanza al pronto soccorso di Torrette, dopo essersi ripreso, è stato dimesso. Sul suo capo, comunque, è ricaduta l’accusa di possesso illegale di sostanza stupefacente per uso personale.

Sono tutt’ora in corso, da parte dei carabinieri, le indagini al fine di ricostruire la rete di spaccio di cocaina e individuare lo spacciatore di zona responsabile della diffusione della sostanza illegale.


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi