Osimo – Non rispetta la sorveglianza speciale e l’obbligo di soggiorno

Trovato più volte assente dal proprio domicilio, rischia aggravamento della pena

Osimo – Un giovane osimano, P.M., classe 1978, celibe, nullafacente, pregiudicato, è stato tratto in arresto per: violazione degli obblighi della Misura di Prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

Osimo – Una pattuglia dei carabinieri nell’espletamento dell’attività di controllo dei sorvegliati speciali

Costui, a seguito di ripetuti controlli effettuati dai carabinieri presso l’abitazione, risultava sempre assente, violando l’obbligo di non assentarsi dalle 21 alle 07:00 impostogli dal Tribunale di Ancona – Sezione Penale – Ufficio Misure di Prevenzione, con ordinanza emessa in data 18 gennaio 2017.

Ulteriori accertamenti e immediate ricerche, avevano permesso di accertare che lo stesso aveva pernottato presso un albergo di Castelfidardo violando, per l’appunto, anche l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

Delle suddette indagini d’iniziativa della polizia giudiziaria, è stata data immediata e doverosa notizia al Sostituto Procuratore della Repubblica di turno presso il Tribunale di Ancona che ha disposto l’accompagnamento dell’arrestato presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che valuterà l’aggravamento della misura di prevenzione applicata.

 

redazionale 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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