Osimo dice no alle bevande d’asporto in vetro in centro storico

Il Sindaco aspetta il via libera della Prefettura per emanare la nuova ordinanza. Nel centro storico, esercizi commerciali chiusi entro l’1.30

Osimo, 7 febbraio 2022 – L’Amministrazione comunale ha inviato oggi alla Prefettura il testo dell’ordinanza che il sindaco Pugnaloni intende firmare per limitare gli episodi di degrado avvenuti in centro storico, e riguardanti in particolare i minorenni che abusano di alcol. Una volta ottenuto il via libera del Prefetto, verrà emessa l’ordinanza comunale che diventerebbe immediatamente operativa, presumibilmente entro il prossimo fine settimana.

Il testo proposto alla Prefettura prevede il divieto di consumare bevande d’asporto di qualsiasi genere in tutta l’area del centro storico dalle ore 21 alle 7 del giorno successivo se sono in contenitori di vetro, fatta eccezione per le aree in concessione agli esercizi di somministrazione bevande e a quelle immediatamente adiacenti.

Gli esercenti del centro storico non potranno vendere bevande alcoliche d’asporto dalle ore 23,30 alle 7 del giorno successivo, dovranno terminare la somministrazione di alimenti e bevande entro le ore 01.30 e, infine, all’interno e all’esterno dei locali dovranno interrompere qualsiasi emissione sonora entro le 24. Viene inoltre evidenziato il divieto di abbandono in luogo aperto al pubblico, fuori dai cestini, dei contenitori di bevande e cibi.

L’ordinanza così proposta alla Prefettura, pur tenendo conto delle necessità degli esercizi di somministrazione di bevande e cibi già penalizzati dalla pandemia, intende ridurre le occasioni di degrado che da tempo si registrano in centro storico. In questo modo non si potrà più portare alcol in centro storico per consumarlo su suolo pubblico come si è visto fare spesso dai ragazzini, che non avranno modo di frequentare fino a notte fonda i locali anticipandone la chiusura, pena una sanzione amministrativa che va da 500 a 5.000 euro per violazione dell’ordinanza.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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