L’avvocato Lara Gabbanelli nuovo direttore amministrativo della Asso

Specialista in diritto commerciale e del lavoro con specializzazione per le professioni legali conseguita presso la Sspl di Macerata

Osimo, 6 aprile 2021 – L’avvocato Lara Gabbanelli, nuovo direttore amministrativo dell’azienda speciale Asso, ricopre da anni la docenza a contratto presso l’Università di Macerata in Politiche attive nel sociale. «Un ruolo che riveste un’importanza rilevante ai fini del compito a lei assegnato – spiega il sindaco Simone Pugnalonipoiché la Asso è il braccio operativo del Comune proprio nei servizi sociali e permette al nuovo direttore amministrativo di essere sempre aggiornata sia per i suoi studenti che per la città».

A lei spetterà il compito di coordinare gli oltre 150 dipendenti dell’azienda speciale, conoscerli personalmente uno ad uno, settore per settore, cercando di creare una squadra coesa alla quale affidare ruoli chiave nell’organizzazione dei diversi servizi resi alla collettività.

Osimo – Lara Gabbanelli con il sindaco Simone Pugnaloni

«Il Direttore – continua Pugnaloni – è colui che dirige e coordina bene se costruisce competenze e professionalità attorno a sé e con le quali delinea la strategia; la scelta finale sarà sempre la sua. Al direttore amministrativo il compito di disegnare una collaborazione con il Comune molto stretta e costante relativamente al controllo analogo, o meglio, è doveroso intensificare il rapporto con l’Amministrazione per una fissazione certa degli obiettivi da raggiungere con risorse certe e centri di costo ben gestiti e monitorati almeno trimestralmente».

Un’azione coordinata che porterà la Asso ad avere obiettivi e risorse certe ad iniziare dall’approvazione del bilancio di previsione, e l’Amministrazione comunale ad essere certa del compimento degli obiettivi prefissati. Non solo nel sociale,dal momento che la Asso è un punto di riferimento per le politiche  culturali e turistiche .

«Per fare di Osimo una città sempre più a vocazione culturale e turistica – insiste Pugnaloni – la Asso dovrà coordinare con il Comune calendari e cronoprogrammi delle iniziative annuali, condividere insieme i compiti di ciascuno, azienda speciale e Comune, al fine di veder tempestivamente realizzati gli obiettivi della Giunta».

La Asso in questo momento: «abbisogna di un restyling nei ruoli e nelle competenze – conclude Pugnaloni – ci vorrà del tempo, ma credo che  aver selezionato un avvocato quale direttore amminstrativo sia stata la scelta migliore quanto  a determinazione e mediazione, se necessaria. Formuliamo all’avvocato Lara Gabbanelli i migliori auguri di buon lavoro con l’auspicio di iniziare quanto prima lo stretto rapporto che Asso deve avere con il Comune».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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