L’autobus non si ferma e lui distrugge la pensilina

È un romeno 34enne domiciliato ad Osimo

Osimo Stazione, 21 giugno 2018Ieri sera, intorno alle 20:15 circa, i militari della locale stazione, durante un servizio perlustrativo consorziato con quella di Castelfidardo, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato per danneggiamento aggravato, un pregiudicato di etnia rom identificato per S. J. C., nato in Romania nel 1984, residente a Giardinello (PA), ma di fatto domiciliato a Osimo, celibe, operaio.

Osimo Stazione – La pensilina danneggiata

Costui, meno di un’ora prima dell’arresto, è stato sorpreso in Via Adriatica – SS.16, all’altezza del Km. 313, mentre infrangeva tutti i vetri della pensilina presso la fermata degli autobus di linea, utilizzando il paletto di sostegno di un segnale stradale sradicato da terra.

Dalle immediate indagini, e con un certo stupore da parte delle forze dell’ordine, è emerso che la causa del gesto era riconducibile al grave stato di agitazione in cui versava l’arrestato. Stato, provocato dal fatto che l’autobus che stava aspettando, quando arrivato, non si era fermato.

Il paletto utilizzato per commettere il reato è stato sequestrato e il pregiudicato rom, debitamente immobilizzato e ammanettato, è stato condotto negli uffici della Compagnia di Osimo e sottoposto al foto-segnalamento e ai rilievi dattiloscopici.

L’arrestato romeno S. J. C..

Dell’arresto e degli accertamenti eseguiti è stata avvisata la dottoressa Mariangela Farneti, sostituto procuratore di Ancona che, nel concordarlo, ha disposto nei confronti dell’arrestato la misura degli arresti domiciliari in Osimo.

Nell’udienza per direttissima avvenuta alle 13 di oggi presso il tribunale di Ancona, è stato convalidato l’arresto del romeno e, su richiesta dei termini a difesa da parte del legale di parte dell’arrestato nominato d’ufficio, l’udienza è stata rinviata al prossimo 20 settembre, disponendo fino a quella data l’obbligo di presentazione e firma del pregiudicato presso i carabinieri della stazione di Osimo.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

© riproduzione riservata

 


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi