Incognite e dubbi sulla riapertura della Piscina comunale

Per Ginnetti (Progetto Osimo Futura): “Il Comune deve farsi mediatore per trovare un accordo fra la Team Marche Jesi e il Team Osimo Nuoto”

Osimo, 10 settembre 2020 – A settembre inoltrato manca ancora una data certa per la riapertura della piscina comunale di Osimo, e a pochi giorni dalla ripresa delle attività il futuro degli istruttori che lavoravano nell’impianto natatorio della Vescovara con il vecchio gestore – il Team Osimo Nuoto – è un’incognita.

Dopo l’annullamento del primo bando con il pretesto delle disposizioni anti Covid e l’indizione di una nuova gara, ad aggiudicarsi la gestione della piscina comunale è stato il Team Marche di Jesi.

Sulla questione è intervenuta anche la lista Progetto Osimo Futura capeggiata da Achille Ginnetti, ricordando che: “tra i compiti principali del gestore c’è anche quello di favorire l’uso della struttura da parte delle società sportive osimane, e di riservargli spazi d’acqua per l’attività agonistica”. Inoltre, non si comprende perché la Team Marche avrebbe tentato di proporre un accordo agli istruttori della Team Osimo Nuoto, precedente gestore della piscina, invece di prendere contatti con la società stessa ed integrare così il suo organico.

Achille Ginnetti di Progetto Osimo Futura

«Vogliamo chiarezza su questa vicenda e capire che cosa sta realmente succedendo – la richiesta del consigliere comunale Achille Ginnetti – Il nuovo gestore non ha vinto il bando per trasferire nella piscina osimana l’attività agonistica che svolge a Jesi. Ad Osimo esiste un’importante società con una esperienza ultradecennale nel nuoto agonistico, che ha riscosso numerosi successi e coinvolto centinaia di atleti locali: la Team Osimo Nuoto. L’Amministrazione comunale deve conservare e valorizzare questo patrimonio. Deve cercare di mediare tra le due parti affinché il nuovo gestore trovi un accordo di collaborazione con la Team Osimo Nuoto invece di cercare di sottrargli “pezzi”».

I tempi per le iscrizioni alla struttura natatoria si fanno sempre più stretti. «Ci auguriamo che la situazione venga risolta al più presto – conclude Ginnetti – per permettere alle famiglie di iscrivere i propri figli alle attività della piscina, ai cittadini e alle persone con disabilità di poterla frequentare contando su una struttura efficiente e un organico adeguato».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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