Imprese a scuola di stampa 3 D

Un pool di esperti per un progetto di sviluppo e innovazione del manifatturiero

Osimo. Si tiene in città il  corso “Tecnico manageriale di manifattura additiva”, una iniziativa formativa che ha l’obiettivo di aprire una finestra sul futuro della manifattura attraverso la conoscenza delle tecnologie e degli strumenti di produzione additiva come la stampa 3D.

E' in arrivo la rivoluzione delle stampanti 3D
E’ in arrivo la rivoluzione delle stampanti 3D

Il corso, specifico e di alto profilo, organizzato da Confartigianato di Ancona – Pesaro e Urbino e dal Polo Tecnologico Produttivo di Castelfidardo e la partecipazione dell’ISIS Osimo e JCube, si rivolge a responsabili di produzione e capi progetto, responsabili tecnici di progettazione, responsabili di ricerca e sviluppo, ai titolari d’azienda, con l’obiettivo di dare una visione realistica delle potenzialità di queste tecnologie.

Coinvolto un pool di esperti e ricercatori: il gruppo RAM (Research on Additive Manufacturing), che unisce il dipartimento “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Parma e l’Università Politecnica delle Marche; il Politecnico di Torino e alcune aziende internazionali fornitrici di servizi o attrezzature, come Poly-shape (Francia), e EOS (Germania).

Foto di gruppo alla scuola Cam di Osimo
Foto di gruppo alla scuola Cam di Osimo

Responsabile scientifico del corso è il prof. Andrea Gatto del dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Obiettivo del progetto: trasferire alle aziende del comparto presenti sul territorio competenze specifiche relative alla tecnologia della manifattura additiva, con l’obiettivo di fornire alle diverse figure aziendali il know how necessario in base alle proprie funzioni e settori di attività. Le lezioni avranno un taglio tecnico, con l’intento di fornire alla platea elementi per poter affrontare ‘consapevolmente’ la manifattura additiva e capirne e valutarne la possibile e concreta applicabilità agli attuali prodotti e progetti.

 

Redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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