Il Maggiore Luigi Ciccarelli nuovo comandante Compagnia CC di Osimo

Insediato dallo scorso lunedì, prende il posto del Maggiore Raffaele Conforti trasferito al comando della Compagnia CC di Forlì

Osimo, 13 settembre 2018 – Lunedì 10 settembre u.s. il Magg. Luigi Ciccarelli ha assunto il comando della Compagnia Carabinieri di Osimo, ceduto dal collega Magg. Raffaele Conforti trasferito a quella di Forlì. Originario di Napoli, classe 1966, sposato da 28 anni, padre di due figli, laureato in Giurisprudenza, l’Ufficiale ha prestato servizio, con diversi incarichi, in Monreale (PA), Roma, Perugia, Cuneo, Follonica e da ultimo a Potenza.

Il Maggiore Luigi Ciccarelli, nuovo comandante della Compagnia Carabinieri di Osimo

Nell’incontro di ieri con gli organi d’informazione, il Maggiore Ciccarelli si è soffermato:

  • sull’andamento della delittuosità nel territorio della giurisdizione, che non desta particolare preoccupazione;
  • sul binomio sicurezza e legalità, che intende perseguire con il massimo impegno e spirito di servizio;
  • sui tre principali aspetti a ciò correlati:
  • la prevenzione (privilegiando soprattutto la proiezione esterna dei servizi);
  • l’informazione (incontrando nell’ambito del progetto della cultura per la legalità fasce più vulnerabili e giovani);
  • l’attività repressiva al verificarsi dell’evento reato.

Il nuovo comandante della Compagnia osimana, nel rivolgere il proprio saluto ai convenuti, ha sottolineato i valori di accoglienza e cordialità riscontrati al suo arrivo nella cittadina, e che intende garantire il proficuo rapporto di collaborazione con altre Istituzioni ed Enti locali.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
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CAOS DEL GIORNALISMO – CASTE DELL’INFORMAZIONE

12 novembre 2018 – Editori di giornali, giornalismo e giornalisti nell’occhio del ciclone in Italia. Una categoria, quella dell’informazione nostrana, che un po’ rispecchia l’andazzo della Nazione e dove da tempo occorrerebbe mettere mano. Con il Governo attuale pronto a farlo come i 5stelle e Di Maio hanno preannunciato.

Caos è il primo termine che mi esce dalla penna, con tutto il rispetto verso i vari attori della commedia. Dove, a proposito di teatro, i vari registi mettono in scena la stessa rappresentazione ma interpretandola ognuno a modo proprio. Una scenografia da teatro dell’assurdo disegnata su più livelli dove, a farla da padrone, ci sono in primis gli editori e in secundis i profitti. Con quel diavolo di Godot (l’informazione seria e professionale), che tutti aspettano ma che non arriva mai.

Traduciamo. Gli editori, che hanno la cassa in mano, pagano otto euro a pezzo (spese comprese) alla stragrande maggioranza dei giornalisti. Facciamo due conti. Per arrivare a guadagnare uno stipendio di 1.200 euro, il poveretto dovrà scrivere 150 pezzi in un mese. Sono cinque articoli al giorno per 30 giorni. E questo significa che o fai tanti copia-incolla o non ce la fai.

Contributi statali alla carta stampata? Ammontano ad oltre 52milioni di euro l’anno (dati 2017). Avvenire, 5,9 mln; Italia Oggi 4,8; Libero 3,7; Il Manifesto 3 mln; Quotidiano del Sud 2,8, per citare i primi 5. Con i periodici della Chiesa che la fanno da padrone e con finte cooperative create ad hoc per poterli incassare. Forse caos non è il termine adatto.

Giornalisti schierati? Certo, tutti quelli che scrivono per testate schierate o di proprietà di partiti politici. Se non sei d’accordo, o cambi giornale o cambi mestiere. Tanti si allineano.

L’Odg, l’ordine nazionale dei giornalisti, tutto questo lo sa benissimo ma si limita a pretendere 120 euro l’anno come quota associativa da parte degli iscritti. Da tutti, compresi quelli, la maggioranza, che a 1.200 euro al mese non arriveranno mai. E lo sa benissimo anche la Fsni, il sindacato unitario dei giornalisti che a loro nome firma i contratti nazionali di categoria. Lo sa la Fieg, federazione editori giornali, e l’Usigrai, sindacato giornalisti Rai… Tutti lo sanno e nessuno che intervenga.

Esistono editori seri che editano giornali seri dove scrivono tanti giornalisti in gamba, che con difficoltà immani si muovono in questo marasma da riordinare e bonificare. E mi sa che dopo questo pezzo, anch’io dovrò cambiare mestiere…

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