I Centri Estivi osimani finanziati con un contributo statale di 98mila euro

Un altro finanziamento regionale pari a 120mila euro verrà speso per rimettere a nuovo sei pensiline

Osimo, 19 giugno 2020 – «Arrivano ottime notizie per il Comune di Osimo, impegnato su tutti i fronti per la ripartenza dopo il lockdown da Covid-19», esordisce Michele Feliciani, capogruppo di Energia Nuova.

Osimo – Michele Feliciani, consigliere e capogruppo di Energia Nuova

Le ottime notizie in realtà sono due. La prima riguarda l’arrivo di un contributo statale pari a 98.000 euro da destinare ai Centri Estivi osimani. Iniziati da poco anche per i bambini da zero a tre anni, come annunciato dall’assessore ai Servizi sociali Paola Andreoni, riceveranno un fondo che sarà cruciale per sostenere le tante associazioni impegnate a fronteggiare le maggiori spese dovute alle norme anti-Covid. «In questo modo – sottolinea Feliciani – si mettono in condizione quanti più bambini e ragazzi possibile di trascorrere di nuovo momenti di socialità e di svago, in completa sicurezza».

L’altra buona notizia riguarda la concessione di un primo finanziamento regionale pari a 120mila euro, già nelle casse comunali, destinato a dare un volto nuovo a sei pensiline della città in tratti molto trafficati e ritenuti pericolosi per tutti coloro che usufruiscono degli autobus.

«Parliamo della statale Adriatica tra Osimo Stazione e Aspio – spiega Feliciani – e del collegamento con la 361 Septempedana a San Biagio. L’intervento sulle sei pensiline metterà in sicurezza i pedoni che aspettano i bus, ma il grande beneficio sarà dato dalla dotazione tecnologica di ciascuna pensilina che verrà dotata d’impianto fotovoltaico e pannelli elettronici che indicheranno gli orari degli arrivi e delle partenze».

In sostanza, l’arrivo di questi due contributi sottolinea un aiuto importante e un segno di vicinanza al Comune da parte di Regione Marche e Stato centrale, sia per quanto riguarda il sociale, sia per la sicurezza e la mobilità dei cittadini.

 

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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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