Fusione Inrca – ospedale di Osimo unico punto discusso in Consiglio

Approvato con 13 voti favorevoli su 18. Ma la minoranza non ci sta. Contrario anche il voto dell'Altra Osimo con la Sinistra.

Osimo – I rappresentanti delle Liste Civiche disertano di nuovo i banchi, ma questa volta il numero legale per il Consiglio Comunale programmato per la serata di ieri, mercoledì 1 marzo, c’è. Un consiglio straordinario indetto per dibattere un solo punto all’ordine del giorno: l’integrazione tra l’Inrca e l’ospedale di Osimo – in attesa che venga realizzato un nuovo ospedale di rete all’Aspio, anelato dal 2008 ma ancora fantasma – e il conseguente destino del nosocomio cittadino.

L'Ospedale di Osimo
L’Ospedale di Osimo

Una fusione che non deve fare paura a detta del sindaco Pugnaloni e dei vertici sanitari regionali intervenuti all’interno della sala gialla, ma che non convince affatto le altre forze politiche, il cui orecchio è già teso ai rintocchi delle campane che suonano a lutto.

A riassumere le motivazioni sottese all’operazione è stato Alessandro Marini, direttore generale dell’Asur Marche, che ha parlato della nuova classificazione degli ospedali regolata dal decreto numero 70 del 2015 secondo cui un ospedale di primo livello deve rivolgersi a una dimensione di almeno 80 mila persone.

Alessandro Marini, direttore generale Asur Marche
Alessandro Marini, direttore generale Asur Marche

Il protocollo d’intesa siglato lo scorso maggio tra Osimo e Inrca riguarda per il momento le unità operative interaziendali di Chirurgia Generale e Urologia, che hanno unito le rispettive due équipe sotto un unico responsabile. L’integrazione riguarda i servizi sanitari ma anche gli aspetti amministrativi e giuridici.

Il Ss Benvenuto e Rocco passa sotto la guida del presidio della Montagnola «ma mantiene la propria autonomia organizzativa e operativa – specifica il primo cittadino – secondo il budget assegnato dalla Regione, salvaguardando i posti di lavoro e i contratti con possibilità di mobilità all’interno delle due strutture».

«L’Inrca è un istituto di ricerca pubblico – ha tenuto a precisare Pugnaloni – che ha carattere prevalentemente ma non solo geriatrico. Questo gli consente comunque di ospitare al suo interno un ospedale di rete. I primi mesi di lavoro condiviso hanno dato ottimi frutti – ha continuato il sindaco – il primario di Anestesia è già stato nominato, il prossimo lunedì sarà la volta di Medicina».

La sede dell'Inrca di Ancona
La sede dell’Inrca di Ancona

A fornire i numeri successivi alla fusione è Nadia Storti, direttore sanitario dell’Asur Marche: «rispetto allo scorso anno l’ospedale di Osimo ha preso in carico 500 casi di chirurgia in più ed è stato in grado di intervenire nel campo vascolare grazie al personale dell’Inrca competente – ha elencato la dottoressa – Circa 30 sono stati i ricoveri di gastroenterologia, 420 quelli di pneumologia, contro i 380 del 2015».

In diminuzione i ricoveri, che sono passati in un anno da 1500 a 850. Portati a Osimo con la nomea di eccellenze Inrca, gli ambulatori di Ortopedia, Nefrologia, Neurologia, Cardiologia, Diabetologia e Piede diabetico.

Un altro servizio che verrà potenziato è quello del pronto soccorso, per il quale è già stato redatto un progetto di ampliamento. «Il consiglio di Stato ha emesso la sentenza che concede al Comune di vendere un vecchio terreno con casolare di proprietà della Usl – ha annunciato il sindaco – a patto che il ricavato sia investito a favore della sanità osimana. Quei soldi andranno al pronto soccorso, punto di riferimento per tutta la Valmusone».

Maria Grazia Mariani, consigliera del Gruppo misto
Maria Grazia Mariani, consigliera del Gruppo misto

Per niente soddisfatti del progetto di fusione i leader di minoranza presenti in Sala Gialla: «Mi sfugge il motivo per cui siamo stati riuniti in consiglio oggi – tuona Maria Grazia Mariani del Gruppo Misto – visto che il Sindaco, di sua iniziativa, ha preso accordi con la Regione già il 20 maggio dello scorso anno».

Di ordine del giorno autoreferenziale parla anche David Monticelli del Movimento 5 Stelle, che aggiunge: «Abbiamo il pronto soccorso ma mancano i reparti specializzati. Le professionalità vengono mortificate e le funzionalità dell’ospedale limitate».

«Quali sono i vantaggi per i cittadini che hanno a che fare con liste di attese infinite? – incalza la grillina Sara Andreoli». E riferendosi alla chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia avvenuta lo scorso anno: «Dovremmo credere a quello che ci viene detto quando un punto nascita accreditato all’Unicef è stato sacrificato a causa di precise scelte politiche?».

Dure anche le parole di Fabio Pasquinelli dell’Altra Osimo con la Sinistra: «Non accettiamo un compromesso al ribasso. La politca sanitaria regionale ha fallito e oggi ne abbiamo la conferma».

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Come cambia l’informazione al tempo dei social

La capacità delle Amministrazioni comunali di trasmettere il proprio operato


Camerano, 16 maggio 2022 – È fuori da ogni dubbio o discussione: l’avvento dei social ha letteralmente stravolto il mondo della comunicazione, il modo di fare informazione e dare le notizie. A volte migliorando le cose, a volte peggiorandole in modo inaccettabile e, spesso, dannoso.

L’avvento del web, e di piattaforme come Facebook, Tik Tok, Twitter, WhatsApp, Telegram, ha aperto spazi infiniti e fatto crollare muri dell’incomunicabilità prima inaccessibili. Ma, se da un verso ha messo in comunicazione fra loro gli individui di tre quarti del mondo, da un altro ha concesso diritto di parola e di replica anche agli imbecilli che, considerati certi interventi visti su Facebook, prolificano a tutte le latitudini dell’emisfero. Umberto Eco docet, quando affermò: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Era il giugno del 2015.

La sua affermazione, oggi, è stata ampiamente dimostrata. Nel campo della comunicazione, che andrebbe trattata con molta delicatezza, ci si sente tutti giornalisti. Tanti, troppi i novelli Indro Montanelli o Enzo Biagi che sia, pronti a dare per primi lo scoop giornaliero di quanto accaduto sotto casa, o al vicino di pianerottolo, o in piazza, o dall’altro capo del mondo, con il risultato di spargere spazzatura a destra e a manca. Tanti, troppi quelli che riprendono dai social una news e, convinti d’essere gli unici, la fanno rimbalzare qua e là aggiungendo – o togliendo – qualche contenuto. Tanti, troppi quelli che gli danno seguito, non verificano le fonti e contribuiscono ad allagare l’oceano delle fake news.

Poi, ci sono gli Enti pubblici, i Comuni che, come diretta conseguenza dell’avvento dei social, sono stati costretti a dotarsi di Uffici stampa per soddisfare con comunicati giornalieri le bocche fameliche delle miriadi di testate giornalistiche (tra cui la nostra), nate grazie alla facilità di comunicare attraverso i social. Oggi, un Ufficio stampa non si nega a nessuno, ce l’hanno quasi tutti, anche quelle piccole realtà che un tempo non se lo sognavano neppure lontanamente. Anche se, spesso, a gestire un Ufficio stampa non sono giornalisti iscritti all’Ordine ma figure che l’Ordine dei giornalisti non sa neppure dove sia.

E veniamo alle dolenti note. Mica tutti i Comuni si sono attrezzati seguendo le regole e la legge; addirittura, alcuni Comuni non si sono attrezzati affatto. In alcuni Comuni il Sindaco, vuoi per risparmiare, vuoi perché si considera la reincarnazione di San Francesco di Sales, vuoi perché di comunicare quel che fa non gli interessa affatto (un modo comodo comodo per farsi gli affari propri), l’Ufficio stampa se lo fa da sé. Quando comunica.

Corriere del Conero da sei anni ormai informa i propri lettori attraverso sei pagine dedicate ad altrettanti Comuni: Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo; più una settima pagina, chiamata Dal Mondo, dove finiscono tutte le altre notizie che arrivano da Ancona e dalle altre quattro province marchigiane. La nostra è un’informazione a carattere regionale anche se, grazie al web, siamo letti in tutto il mondo.

In questi sei anni abbiamo collaborato – a volte scontrandoci – con questi Comuni e i rispettivi Sindaci. Non tutti sono attrezzati come dovrebbero nel comunicare ai giornali il proprio operato. Ma va detto che comunque la figura del Sindaco è quella che la fa da padrone, nel bene e nel male. C’è Sindaco e Sindaco, c’è chi esagera e chi se ne frega, c’è chi favorisce una testata a scapito di un’altra, c’è chi informa il meno possibile e chi ti sommerge di comunicati ma nel modo sbagliato. Ecco, di seguito, una nostra personale classifica stilata in base alla nostra esperienza e riferita ai Comuni che informiamo.

posizione

Comune

motivazione
1OSIMOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Alcuni comunicati arrivano dalla segreteria del Sindaco; altri dal gruppo consiliare del PD; moltissimi dal sindaco Pugnaloni in persona che elogiamo per la sua puntualità, l’ampiezza dell’informazione e la completezza dei comunicati quasi sempre corredati da foto. Merita ampiamente il primo posto anche grazie al fatto che Pugnaloni ha creato una chat riservata ai soli giornalisti.
2CASTELFIDARDOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Ha una persona che cura l’Ufficio stampa e puntualmente contatta i giornali attraverso Telegram. I suoi comunicati sono ampi, corredati da foto e informano su tutto lo scibile del Comune e anche qualcosa in più.
3ANCONAHa un sito web ufficiale e più di una pagina social. Ha un Ufficio stampa che impiega diversi giornalisti professionisti, strano trovare un Capoluogo di regione al terzo posto. La sua comunicazione verso le testate giornalistiche è la più ampia in assoluto. Peccato che, nonostante in redazione arrivino quotidianamente montagne di comunicati, questi spesso sono privi di fotografie e, dunque, impubblicabili per una testata online come la nostra. Con la forza lavoro che ha, potrebbe fare molto di più. Problema segnalato più volte.
4SIROLOHa un sito web ufficiale che potrebbe essere migliorato e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Insieme a Numana è il Comune con meno residenti (Sirolo, 4mila e rotti; Numana 3.700 e rotti). La comunicazione ai giornali la fa quasi esclusivamente il sindaco Filippo Moschella, spesso rubando tempo al suo tempo libero. Nonostante ciò, da quando in Comune c’è lui la comunicazione da e su Sirolo è migliorata parecchio.
5NUMANAHa un sito web ufficiale e uno per il turismo e una pagina social. Ha un Ufficio stampa curato da una persona. Anni addietro la comunicazione con le testate giornalistiche locali era continuativa, tanto che Numana ricopriva posizioni di vertice nella ns. classifica. Da un paio d’anni a questa parte la comunicazione, molto ricca, si è concentrata sulla stagione turistica estiva, lasciando piuttosto scoperto il resto dell’anno. Peccato!
6LORETOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Almeno, a noi non risulta: non riceviamo comunicati da questo Comune da almeno un anno. Abbiamo contattato per questo il sindaco Moreno Pieroni che si è detto sorpreso e che avrebbe provveduto. Ad oggi, non ha provveduto affatto. La sua comunicazione, tutta personale, per quel che ne sappiamo l’affida ad un videomessaggio che pubblica settimanalmente, tutti i lunedì, sulla pagina social del Comune.
7CAMERANOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Spiace vedere Camerano all’ultimo posto, ma tant’è, nonostante qui abbia sede la nostra testata. All’inizio del suo mandato il sindaco Oriano Mercante, contattato telefonicamente dal giornale per approfondire un tema, rispose che lui per telefono non rilasciava dichiarazioni, e che avrebbe risposto con i comunicati stampa. Sono passati sette mesi ma di comunicati a firma del Sindaco non ne abbiamo mai ricevuti. Nulla è cambiato, tra l’altro, rispetto all’Amministrazione precedente. Alla ns. redazione manca tantissimo l’assessore Costantino Renato, puntualissimo e molto professionale nei comunicati alle testate giornalistiche.

 

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