Entro Natale certificati di nascita o stato di famiglia in tabaccheria

Grazie ad un nuovo software si potranno stampare anche da casa o dal giornalaio

Osimo, 13 novembre 2020 – Servizi ai cittadini sempre più digitalizzati e all’avanguardia. Uno dei pochissimi lati positivi prodotti dal coronavirus. Ieri, ad Osimo, la Giunta comunale ha fatto un passo avanti concreto in questa direzione, in particolar modo nei servizi demografici.

Simone Pugnaloni, sindaco di Osimo

A comunicarlo è proprio il sindaco Simone Pugnaloni attraverso la sua pagina social: «Entro Natale, grazie ad un nuovo software in elaborazione, potremo stampare direttamente da casa od in edicola o in tabaccheria i certificati di nascita, di morte, di residenza, lo stato di famiglia, alleggerendo così le code agli sportelli. Una misura che in questo momento favorirà i tempi di rilascio delle carte d’identità perche ci sarà più personale a disposizione».

Per il rilascio dei certificati da casa sarà sufficiente autenticarsi presso un sito dedicato, il certificato sarà autenticato da un Qr code; presso le edicole ed i tabaccai il servizio sarà regolato da un’apposita convenzione.

Certificati anagrafici in tabaccheria. Il servizio è già attivo in Comuni come Piacenza (foto d’archivio da piacenza24.eu)

«Nel frattempo, per permettere ai due nuovi dipendenti destinati ai servizi demografici di entrare in servizio per Natale – conclude Pugnaloni – avremo una nuova ubicazione ed un ufficio rinnovato per il Protocollo, autonomo dai servizi anagrafici, cosi che dove ora è ubicato si amplieranno gli spazi disponibili per lo stato civile».

Una iniziativa che, proprio grazie alla digitalizzazione, metterà più personale a disposizione per quei servizi che possono essere resi solo allo sportello. Interventi innovativi che l’Amministrazione comunale porterà a termine entro fine anno quale misura anti Covid-19.

 

redazionale

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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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