Circolo Junior Tennis, 389mila euro per ristrutturarlo

Approvato dalla Giunta osimana il progetto definitivo. Appalto dei lavori previsto a inizio 2022

Osimo, 2 novembre 2021 – Dopo aver investito risorse per rendere sicuri e fruibili la piscina della Vescovara, lo stadio Santilli e, a breve, lo stadio Diana, L’Amministrazione comunale osimana ha approvato il progetto definitivo per ristrutturare gli spogliatoi del Circolo Junior Tennis, sempre in zona Vescovara.

Al momento il centro sportivo dispone di cinque campi in terra battuta di due coperti in modo permanente, uno da un vecchio capannone in muratura e uno da una struttura in legno lamellare, mentre gli altri vengono coperti solo d’inverno con strutture pressostatiche. La fruizione dei campi avviene mediante una palazzina servizi adiacente al parcheggio di ingresso e risalente agli anni Settanta di circa 190 metri quadrati.

La configurazione attuale della palazzina servizi non risulta più adeguata anche perché il circolo intitolato alla memoria di Gino Buglioni ha incrementato in maniera vistosa gli iscritti, passando negli ultimi anni da circa 120 a oltre 300.

L’obiettivo del Comune è ristrutturare la palazzina ottenendo l’omologazione del Coni e della Federazione Tennis per poter ospitare in futuro possibili tornei del circuito Challenger. Il progetto definitivo prevede l’abbattimento complessivo delle barriere architettoniche dei vari locali, con spogliatoi per uomini e per donne, spogliatoi per arbitri divisi per genere, servizi igienici per accompagnatori e pubblico, un locale per pronto soccorso e spogliatoio per i custodi con apposito bagno e docce.

L’androne di ingresso finora non utilizzato verrà sostituito da spazi esterni coperti. Internamente tutta l’impiantistica verrà rinnovata e si avvierà una riqualificazione energetica dell’immobile con termo cappotto esterno e isolamento della copertura, nonché il cambio di tutti gli infissi. Accanto alla struttura da rinnovare verrà realizzata una palestra sul lato nord con elementi in acciaio fondati su una platea in calcestruzzo, con il prospetto principale rivolto verso il campo centrale che sarà una parete continua in acciaio e vetro molto suggestiva.

All’esterno verrà demolita la pavimentazione in porfido per migliorare l’accessibilità con un nuovo pergolato che renderà fruibile la zona di fronte a bar e tribuna durante la bella stagione.

Il quadro economico dell’intervento impegnerà risorse comunali per 144.544 euro per la manutenzione straordinaria degli spogliatori, 135.675 euro per la palestra, 18.046 euro per le sistemazioni esterne. Il progetto definitivo, che è propedeutico alla richiesta di mutuo a Cassa Depositi e Prestiti, prevede quindi un impegno di spesa complessivo di 388.995 euro, comprensivo di Iva, relazione geologica e oneri professionali. L’intento è ottenere il finanziamento entro fine novembre e andare subito all’affidamento della progettazione esecutiva e quindi all’appalto a inizio 2022.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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