Cinema Concerto ultimo atto. Il Consiglio comunale vende ai Frati Minori

Osimo. Ultimo atto di una vicenda lunga e travagliata e che ha per protagonista lo storico Cinema Concerto di Osimo, chiuso nel 2009 e da allora oggetto di infuocate diatribe.

Due anni fa i Frati Minori Conventuali del santuario di San Giuseppe da Copertino avevano avanzato (prima all’allora sindaco Simoncini e, poco dopo, al nuovo sindaco Pugnaloni), la proposta di acquistare i locali dell’ex cinema per trasferirci la biblioteca regionale francescana con i suoi oltre 100.000 volumi; istituire un centro di studi francescano e ricavare un auditorium polivalente.

La facciata del Cinema Concerto
La facciata del Cinema Concerto

Alla base della richiesta da parte dell’Ordine religioso, il fatto che nel 2017 la Provincia francescana delle Marche verrà accorpata con Umbria, Toscana, Lazio e Sardegna, con conseguente chiusura di quella che era all’epoca – e lo è oggi, seppur ancora per poco – la sede della biblioteca regionale, palazzo Casari ad Ancona, nei pressi dell’ex convento di San Francesco alle Scale.

Dopo anni di polemiche, dibattiti e ripensamenti, è di poche ore fa la notizia dell’approvazione, da parte del Consiglio comunale, dell’atto di indirizzo sull’accordo di programma che dovrà essere sottoscritto dai Frati Minori. Stando al progetto appena confermato, una parte del piano terra e tutto il piano superiore verranno ceduti ai Frati, che destineranno i locali alla realizzazione del polo bibliotecario francescano e alla creazione di una mediateca aperta al pubblico.

Tutte le spese legate ai lavori di restyling dell’edificio saranno interamente a carico dei religiosi e della Regione, che ha già previsto lo scorso luglio, lo stanziamento di 400 mila euro da erogare nel corso del triennio 2016-2018 al comune di Osimo, per l’attuazione del progetto.

Una porzione del primo piano rimarrà invece di proprietà comunale e verrà trasformato in un auditorium capace di ospitare un centinaio di persone. Tramite la cessione del bene immobiliare nelle casse osimane affluiranno 550 mila euro.

“Continua l’investimento dell’Amministrazione comunale nel binomio cultura-turismo – ha annunciato il sindaco Pugnaloni – e nella valorizzazione del centro storico e della storia romana della nostra città. Una formula – ha sottolineato – grazie alla quale ad Osimo le presenze turistiche sono triplicate in due anni. L’accordo appena siglato regalerà agli osimani un nuovo polo culturale a costo zero, dove fare cinema, musica, arte e spettacolo”.

Uno dei presidi di cittadini davanti al Cinema Concerto, organizzato lo scorso novembre
Uno dei presidi di cittadini davanti al Cinema Concerto, organizzato lo scorso novembre

Un disegno che non trova però la simpatia di tutti, e se le Liste Civiche si dicono favorevoli al riutilizzo dello stabile tramite la nuova sala polifunzionale, i rappresentanti del movimento 5 Stelle esprimono la loro totale contrarietà alla cessione, seppur parziale, di un bene tanto importante per la comunità. In una nota pubblica hanno rivendicato che la decisione sulle sorti del cinema: “spetta alla cittadinanza osimana, con processi di partecipazione democratica, e non ad un’amministrazione pro-tempore”.

La stessa posizione è abbracciata dai rappresentanti del movimento di cittadini nato nel 2014 a difesa del cinema. Il gruppo si è imposto, nel corso degli ultimi due anni, all’attenzione dell’amministrazione attraverso una raccolta firme, presidi e banchetti informativi, esprimendo il desiderio di una diversa riqualificazione in termini socio-culturali del bene. Tra le proposte, quello di trasformarlo in una Casa delle Arti e delle Culture interamente gestita dalle associazioni osimane.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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