Carabinieri Osimo: azioni antidroga a Filottrano, Osimo, Agugliano

Impegnati 14 militari, 7 autoradio e due pastori tedeschi

Osimo, 11 luglio 2020 – Prosegue, incessante, l’impegno nel controllo preventivo del territorio in tutta la Val Musone ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Osimo, con mirate attività di contrasto dei reati predatori, azioni antidroga e controllo alla circolazione stradale per garantire la sicurezza pubblica.

Cani antidroga dei Carabinieri (foto di repertorio)

Nelle primissime ore di questa mattina, con l’ausilio di 14 carabinieri, 7 autoradio e due pastori tedeschi dell’unità cinofila di Pesaro, i militari hanno portato a termine tre operazioni nei Comuni di Filottrano, Osimo e Agugliano.

Nello specifico:

  • Filottrano: è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, un 35enne recanatese residente a Filottrano per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e detenzione abusiva di armi.

A seguito di una perquisizione, è stato trovato in possesso di 3,47 grammi di cocaina, 4,50 grammi di marijuana, 2.300,00 euro in banconote di vario taglio, un bilancino di precisione e un coltello a serramanico vietato.

  • Osimo: i militari, nei pressi di un esercizio commerciale, hanno ritrovato un involucro contenente 70 grammi di hashish. Probabilmente abbandonato in fretta e furia da qualche spacciatore all’arrivo dei carabinieri. Droga sequestrata e denuncia partita nei confronti di ignoti.
  • Agugliano: tre persone, delle quali due sono minorenni, ai sensi dell’art. 75 del Dpr 309/90 sono state segnalate ai servizi sociali del Tribunale dei Minori di Ancona. Sono state sorprese in possesso di modiche quantità di hashish e marijuana.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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