Astea sostituisce i vecchi contatori

Coinvolte 2.100 utenze di gas-metano e 1.900 di acqua del centro storico di Osimo

Osimo, 8 novembre 2019  – Astea ha iniziato la sostituzione massiva dei misuratori idrici e gas-metano per le utenze del centro storico di Osimo.

Il ricambio dei contatori gas-metano, in corso di svolgimento ad opera della Ranton Srl, riguarderà circa 2.100 utenze. Si andranno a sostituire in particolare i contatori più datati, quelli di classe G 2,5 e G 4, e in base a zone territoriali omogenee, per questo la maggior parte delle sostituzioni coinvolgerà il centro storico di Osimo e alcune vie limitrofe. L’operazione dovrebbe concludersi entro fine gennaio 2020 per un investimento da parte del Gruppo Astea di circa 85.000 euro tra fornitura, posa in opera e raccorderia varia.

Parallelamente a questa operazione di rinnovo, Astea avvierà una campagna di sostituzione massiva anche dei misuratori di acqua grazie al progetto europeo Muse Grids a cui la multiutility ha aderito nei mesi scorsi. Gli attuali misuratori verranno sostituiti con quelli tele-leggibili di nuova generazione.

A partire dalla messa in servizio del sistema di tele-lettura non sarà quindi più necessaria la raccolta delle letture da parte degli operatori Astea, né le eventuali auto-letture da parte del cliente, permettendo così di effettuare bilanci di porzioni della rete idrica e di monitorare i prelievi di utenza al fine di ridurre le perdite idriche.

La zona interessata dall’intervento è anche in questo caso il centro storico di Osimo e riguarderà circa 1.900 utenze, con tempistica di sostituzione di 10-11 mesi. L’investimento stimato è di circa 220.000 euro tra materiali e manodopera.

Astea, per evitare possibili tentativi di truffe, rassicura che la sostituzione dei misuratori di gas e acqua sarà eseguita da personale incaricato munito di tesserino di riconoscimento con fotografia. L’azienda avviserà comunque i clienti tramite una apposita comunicazione scritta ed un paio di giorni prima del cambio di contatore apporrà, per i misuratori inaccessibili, un avviso nella cassetta delle lettere.

 

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Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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