Approvato all’unanimità il recupero della Chiesa della Misericordia

L’Amministrazione comunale s’impegna al restauro delle parti strumentali e alla bonifica della colonia di piccioni

Osimo, 1 dicembre 2020 – Approvato all’unanimità dal Consiglio comunale l’ordine del giorno per il recupero della vecchia chiesa della Misericordia presentato dal capogruppo di Progetto Osimo Futura, Achille Ginnetti.

La proposta, firmata anche dal consigliere della Lega Alessandrini, è stata molto apprezzata dall’intero Consiglio riunito ieri, 30 novembre, in video conferenza. L’edificio di culto, chiuso alle iniziative religiose dal 1972, negli anni si è deteriorato fino a diventare del tutto inagibile a seguito del terremoto del 2016.

Achille Ginnetti di Progetto Osimo Futura

L’atto approvato, impegna l’Amministrazione comunale a provvedere, d’intesa con la Parrocchia della Misericordia e la Curia Vescovile Osimo-Ancona, al recupero delle parti strutturali che urgono maggiormente di intervento e alla bonifica della colonia di piccioni che si sono insediati nel tetto dell’edificio.

Nel corso della discussione è stato ricordato come la Chiesa, edificata nel 1662-1663, rappresenti un unicum storico-architettonico per la città e non solo.

«Siamo estremamente soddisfatti dell’accoglimento della nostra proposta e soprattutto di esserci fatti portavoce di un “movimento popolare” trasversale che ha coinvolto numerosi cittadini, molti dei quali residenti nella zona di Via Ungheria – il commento di Achille Ginnetti – Gli osimani hanno mostrato un grande attaccamento alla vecchia chiesa. Con l’approvazione del nostro ordine del giorno, il Consiglio ha accolto la richiesta della comunità di rendere questo importante edificio di culto, storico e artistico, fruibile a tutti, sia per visite che per iniziative religiose. Ci auguriamo che i tempi per il recupero non siano troppo lunghi».

Osimo – La Chiesa della Misericordia

Per quanto riguarda le risorse necessarie alla sistemazione, l’atto presentato dal capogruppo di Progetto Osimo Futura impegna l’Amministrazione comunale a coordinare un percorso insieme a Curia Vescovile, CEI e Soprintendenza ai Beni Culturali per il recupero completo del bene e per la fruizione dei fedeli e della cittadinanza; nonché ad adottare ogni iniziativa per il reperimento di fondi e contributi da Enti e Istituzioni.

A tal proposito, all’ordine del giorno è stato aggiunto un emendamento dei consiglieri PD che assicura l’impegno dell’Amministrazione, come fatto per il tetto della chiesa principale della Misericordia, nel reperire risorse per il vecchio edificio di culto, contando anche sulla detraibilità fiscale per il restauro favorito dalle donazioni private e dai fondi dell’otto per mille destinati alla Chiesa Cattolica.

«Oltre alle iniziative proposte per reperire i finanziamenti – conclude Ginnetti – facciamo anche un appello ai nostri concittadini affinché contribuiscano al recupero della vecchia Chiesa della Misericordia».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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