52enne osimana ordina sugo di moscioli e poi non paga

Denunciata dai Carabinieri di Collemarino per insolvenza fraudolenta rischia due anni di carcere

Osimo, 18 agosto 2020 – Sono stati i Carabinieri della stazione di Collemarino a denunciare una 52enne di Osimo  per insolvenza fraudolenta.

La vicenda parte da lontano. Vittima dell’osimana è un’altra donna, una 43enne anconetana contitolare di una società con sede a Falconara Marittima che produce e commercializza prodotti alimentari. Nella fattispecie, sugo a base di moscioli.

Fra ottobre e dicembre del 2018, in almeno cinque occasioni, l’anconetana ha fornito alla commerciante osimana confezioni di sugo di moscioli. Quest’ultima, che vende al dettaglio su internet prodotti agroalimentari tipici della Regione Marche, ricevuta la merce ha pagato solo due forniture lasciando in sospeso tre fatture, precisamente 30 barattoli di sugo per un saldo complessivo di circa 310 euro.

A nulla sono valsi i quattro solleciti di pagamento, a maggio e ottobre del 2019 e poi ad aprile e giugno del 2020, che la 43enne anconetana le ha inviato prima attraverso WhatsApp, e poi alla e-mail personale.

Solo a questo punto, verso la fine dello scorso mese di luglio, la creditrice si è recata presso la stazione Carabinieri di Collemarino per formalizzare la denuncia nei confronti della commerciante osimana inadempiente, che è stata prima identificata e poi denunciata alla Procura di Ancona per il reato di insolvenza fraudolenta. Tra l’altro, si è scoperto che la società amministrata dall’osimana era in liquidazione. Per questa ragione, la 52enne di Osimo rischia fino a due anni di carcere o una multa fino a 516 euro.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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