Villeggiante storica dona una statua del Baraldi ai numanesi

I familiari della scomparsa Bianca Storchi in Morellini l’hanno consegnata al sindaco Tombolini

Numana, 29 luglio 2020 – Ci sono luoghi capaci di suscitare emozioni che producono legami profondi, mete iniziali di una fugace vacanza che si trasformano in una seconda casa. Così è stato per Bianca Storchi in Morellini, professoressa con la passione per l’arte ed un amore viscerale per Numana, un suo luogo del cuore dove ha trascorso le vacanze estive per 30 anni, fino alla recente scomparsa.

Numana – La famiglia Morellini durante la consegna della statua al sindaco Tombolini

Per sua volontà la famiglia, accolta ieri in Comune dal sindaco Gianluigi Tombolini, ha donato a Numana una statua in bronzo di 60 centimetri opera di Renzo Baraldi, raffigurante una giovane fanciulla.

Baraldi è un artista emiliano che ha vissuto e operato a Firenze nella prima metà del ‘900, le cui sculture e bassorilievi, commissionati da enti pubblici per celebrare le vittime della guerra e del lavoro, sono esposti presso molti Comuni italiani. 

Numana – In primo piano a sinistra la statua del Baraldi, il sindaco Gianluigi Tombolini, il signor Ugo Morellini, marito della scomparsa Bianca Storchi

«Questa statua rappresenta l’affetto dei turisti per Numana» ha osservato il sindaco Tombolini. Sul basamento sarà infatti applicata una targa riportante la scritta: “In ogni luogo che ho amato ho portato con me una statua di Renzo Baraldi. La dono al Comune di Numana, che per 30 anni è stato il mio paradiso. Bianca Storchi 1933- 2020”.

Il marito Ugo Morellini e i figli, residenti a Carpi e tuttora villeggianti a Numana, hanno chiesto che l’opera venga esposta e conservata in Comune in attesa di trasferirla nel nuovo centro culturale che nascerà nella ex scuola Elia in Via Flaminia. Un polo dedicato alla cultura dove il lascito andrà ad incrementare il patrimonio artistico-culturale della città, offrendo alla fruizione del pubblico un’opera d’arte che per Numana acquisisce anche una valenza affettiva.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Diritto e morale di una casta immorale

Fuori i nomi di chi ha scritto e votato la legge sui bonus alle Partite Iva. Luca Zaia: “I politici che l'hanno chiesto non saranno ricandidati”


12 agosto 2020 – Torno sulla questione dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno chiesto ed ottenuto il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà. Lo faccio lasciando la parola e lo spazio odierno di Paneburro&marmellata ad Armando Ginesi che mette nero su bianco tutta una serie di riflessioni in merito. Com’è che in questo Paese nessun politico viene mai chiamato a rispondere delle castronerie che mette in campo? Aggiungo solo che il Garante della privacy ha dichiarato che i nomi dei furbetti si possono fare. Riflette, Ginesi:

«Che la legge abbia consentito (ed ancora consenta) di commettere la cosa indegna che hanno compiuto i cinque deputati e diversi amministratori regionali di avvalersi (o di provarci) del bonus per le partite Iva che hanno sofferto economicamente durante la fase acuta della pandemia, è cosa risaputa. Che siano state persone indegne non significa che abbiano compiuto azioni illegali.

Perché diritto e morale sono cose distinte (qualcuno ha giustamente ricordato come, dopo il 1938, in Italia, perseguitare gli ebrei fosse una cosa legale anche se certamente indegna dal punto di vista etico) ma che, a parer mio, non possono ignorarsi.

E questa è una. Un’altra è che esiste una legge sulla privacy per cui i nomi di questi individui non si potrebbero fare. Ma esistono anche i diritti dei cittadini a non essere turlupinati dai furbacchioni moralmente disonesti, per cui, a mio giudizio, i nomi vanno resi pubblici. Per evitare che gli elettori li rieleggano di nuovo anche se indegni. (E qui bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia (foto da Facebook) a decidere che non saranno ricandidati coloro che hanno approfittato di un legge per commettere una mascalzonata. Speriamo che tutti i partiti si comportino allo stesso modo se non vogliono apparire complici dei malfattori, anche questa volta così li definiamo dal punto di vista etico che per noi conta eccome).

Non sono da rieleggere per vari motivi: intanto perché sono soggetti non degni di far parte di un Parlamento, poi perché sono stupidi (non dovevano capire che la cosa sarebbe venuta a galla e che sarebbero stati sputtanati a dovere?), e allora come si possono mandare a far leggi (che tutti noi siamo obbligati a rispettare), persone indegne e cretine?

Ma un’altra riflessione va fatta: chi l’ha scritta quella legge idiota che non ha fissato un tetto o una modalità che impedissero una maialata del genere? E ancora: chi l’ha votata? Dateci l’elenco dei partiti o i nomi dei parlamentari che l’hanno approvata. Magari sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti perché qualcuno, fra loro, è stato più cretino degli altri».

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