Numana – Un’estate sicura per turisti e residenti

Rafforzata la prevenzione contro la microcriminalità e la sicurezza pubblica durante lo svolgimento degli eventi estivi. Incontro operativo con Sindaco, Questore, Arma dei carabinieri e Guardia di finanza

Numana – Presso il Palazzo comunale il sindaco Gianluigi Tombolini ha organizzato un incontro operativo con tutti i vertici delle forze dell’ordine provinciali in merito ai temi della sicurezza di turisti e residenti nel periodo estivo.

Presenti all’incontro, oltre al sindaco, il questore di Ancona Oreste Capocasa, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri Col. Stefano Caporossi ed il comandante provinciale della Guardia di Finanza Gen. Vincenzo Amendola.

Numana – Gli artefici dell’incontro sulla sicurezza durante gli eventi e sulla lotta alla microcriminalità. Da sinistra: il questore di Ancona Oreste Capocasa, il sindaco Gianluigi Tombolini, il comandante provinciale dell’Arma Carabinieri Col. Stefano Caporossi, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Gen. Vincenzo Amendola

Tra i temi discussi, oltre alla conferma degli ottimi rapporti istituzionali tra l’Amministrazione e tutte le forze dell’ordine, quelli relativi al rafforzamento della prevenzione contro la microcriminalità, e soprattutto i temi legati alla sicurezza durante i numerosi eventi che Numana ha messo in campo nella presente stagione estiva.

Gli ultimi fatti di cronaca in tema di eventi pubblici hanno rafforzato il bisogno di prevenire qualsiasi tipo di pericolo, e di verificare ulteriormente le misure già prese a tutela delle persone e delle cose.

Al termine dell’incontro, il sindaco Tombolini ha ringraziato, a nome dell’Amministrazione e della cittadinanza tutta, i rappresentanti delle forze dell’ordine intervenuti, e con loro tutto il personale operativo della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che ogni giorno vigilano con encomiabile professionalità ed umanità sulla nostra sicurezza.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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