Numana – Sirolese arrestato per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti

Ballarini
Riccardo Ballarini, classe 1967

Numana – Nella tarda serata di ieri i militari della locale Stazione hanno rintracciato, e arrestato, il sirolese Riccardo Ballarini, classe 1967, celibe e pregiudicato.

L’ordine di carcerazione per il Ballarini, emesso ieri 12 gennaio dalla Procura di Ancona, era scattato per il reato di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Illeciti commessi tra febbraio e giugno del 2002 a Roma, Sirolo e Camerano.

L’uomo, arrestato e condotto presso la caserma di Numana per gli adempimenti legali, le foto di rito e i rilievi, dovrà scontare una pena di due anni, due mesi e dodici giorni di reclusione. A questa, va aggiunta la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici e dell’interdizione legale perpetua.

Al termine delle formalità è stato tradotto presso il carcere di Ancona, Montacuto

 

 

redazionale


2 commenti alla notizia “Numana – Sirolese arrestato per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti”:

  1. Claudia says:

    Un giornale SERIO avrebbe accentrato l attenzione su come sia lenta la ”giustizia” italiana….e qui di giustizia non si può certo parlare!
    Condannare una persona dopo 15 anni che nel frattempo si è costruito una nuova vita un lavoro a cosa serve!!
    In 15 anni si cambia e chi scrive oltre a riportare la verità che tra l alro in questo articolo manca, lo deve fare in maniera chiara e non subdola e avere anche la giusta umanità!
    Impariamo a metterci nei panni del prossimo e fermiamoci a pensare se Riccardo fosse stato un nostro familiare come avremmo preso questo articolo diffamatorio….se fosse stato un giornale di carta io mi ci sarei pulita il culo!!

  2. Ombretta Graciotti says:

    Un commento a questo stralcio di informazione, che più che informazione, vorrei definire come disinformazione, piena zeppa di imprecisioni e che in più dipingono un ritratto del Sig. Ballarini che non lo rappresenta, né dal punto di vista umano, né dal punto di vista degli eventi giudiziari che lo riguardano. Avete scritto che il Sig. Ballarini è stato “ricercato e arrestato”. FALSO, il Sig. Ballarini si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Numana. Già da più di sei mesi, egli stesso aveva avvisato il posto di comando ed aspettava pazientemente il mandato d’arresto per chiudere il suo pendente con la giustizia e pagare il suo debito. Il sig. Ballarini Riccardo è un uomo che da 15 anni conduce una vita regolare e irreprensibile, lavorando come ogni cittadino italiano, pagando le tasse e prestando servizio volontario presso una note associazione di aiuto ai malati della Riviera del Conero. Durante il servizio sociale, si è fatto caricodel dolore e della sofferenza di malati che hanno trovato nei suoi servizi, un conforto e un sostegno che va al di là della mera azione di aaccompagnamento. Il sig. Riccardo Ballarini è un ottimo compagno di vita: generoso, sensibile e sempre pronto a sostenermi sopratutto di fronte ad una malattia molto grave. Il giornalista (se cosi possiamo chiamarlo) prima di scrivere quelle quattro righe insultanti, avrebbe dovuto chiedersi perché per un reato commesso 15 anni, il sig. Ballarini è chiamato ora a scontare la sua pena. Ora dopo 15 anni è strappato ai suoi affetti, al suo lavoro, alla sua vita. Chi sbaglia paga, ed è giusto, il sig. Ballarini sapeva di dover pagare il suo debito alla società e si è presentato in caserma tranquillamente. Ma voi con il vostro modo di presentare l’accaduto totalmente parziale e lacunoso, fate valere la disinformazione e il giornalismo da rotocalchi scandalistici. Al contrario vostro, io firmo questo mio diritto di replica.
    Ombretta Graciotti

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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