Numana – Recidivo, pizzicato di nuovo a guidare senza patente

Numana – Nella serata di ieri i carabinieri della locale Stazione, nel corso di un mirato servizio preventivo per il controllo del territorio, procedevano al fermo e al controllo di un’autovettura Renault Megane, che si aggirava con fare sospetto nei pressi di alcune abitazioni a Marcelli.

I carabinieri controllano in tempo reale le generalità degli automobilisti interrogando una banca dati fornitissima
I carabinieri controllano in tempo reale le generalità degli automobilisti interrogando una banca dati fornitissima

L’autovettura ed il conducente venivano sottoposti a perquisizione veicolare e personale, ciò permetteva ai militi di scoprire che lo stesso conducente, di etnia rom, era sprovvisto di patente di guida poiché mai conseguita.

Come naturale conseguenza, l’uomo veniva condotto in caserma e, a conclusione dei dovuti accertamenti, veniva denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona per il reato di: “guida di autoveicolo senza aver conseguito la patente di guida – art. 116 commi 15 e 17 del C.d.S.”

Il fermato veniva identificato per S.A. nato ad Ancona, classe 1997, residente a Falconara Marittima, celibe, nullafacente, pregiudicato per reati contro il patrimonio. Inolre, risultava recidivo per analogo reato e infrazione già contestata dalla stazione CC di Marzocca in data 16 settembre 2016.

Il veicolo veniva sottoposto a sequestro amministrativo ed affidato in custodia giudiziale a ditta convenzionata per la successiva confisca.

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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