Numana – La magia del presepe vivente

Esordio alla Vigilia poi repliche il ventisei dicembre, l’uno, il sei e l’otto gennaio

Numana. Anche quest’anno, grazie alla buona volontà ed alla bravura del Comitato Volontari, il Presepe vivente si ricrea per donare un’atmosfera natalizia ancora più magica alla nostra Numana.

Donne in adorazione: una foto della passata edizione del presepe
Donne in adorazione: una foto della passata edizione del presepe

Tutto avrà inizio nella serata della Vigilia, dopo la Santa Messa officiata dal parroco Don Guerriero Giglioni nella Chiesa di Cristo Re. Ben 50 figuranti rappresenteranno le scene della Natività presso l’area di Piazza Nuova, con la riproduzione ovviamente in costume della vita di 2000 anni fa, con varie sezioni, ricostruite secondo le indicazioni storiche tratte dai Vangeli, dedicate alle arti e mestieri del tempo di Gesù.

Turisti e residenti potranno passeggiare tra i vari angoli del Presepe ammirando botteghe artigiane quali quelle del fabbro, del falegname, del calzolaio, del mugnaio, dello scultore e del pescivendolo; non mancheranno neanche angoli rurali pittoreschi come quello del contadino, delle ricamatrici e delle lavandaie.

Durante la visita saranno offerte al pubblico tipicità gastronomiche quali polenta, vino cotto e crescia per una immersione il più realistica possibile nel tempo della Natività.

La realistica natività
La realistica natività

La scena più importante della Nascita di Nostro Signore verrà posizionata al centro del percorso di visita, proprio sotto la Croce luminosa di Piazza Nuova, che da sempre ha indicato la via verso il sicuro approdo di Numana bassa ai pescatori.

Per regolamentare il flusso dei visitatori, ci sarà un servizio d’ordine d’eccezione formato da figuranti vestiti da centurioni romani. Notevole ed encomiabile risulta l’impegno del Comitato del Presepe vivente di Numana – caldamente ringraziato dal sindaco Tombolini a nome di tutta la cittadinanza – in quanto le rappresentazioni continueranno anche il 26 dicembre, il primo, il 6 e l’8 Gennaio sempre dalle ore 17 alle 20.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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