Numana – Guidava sotto effetto di oppiacei/Furto di un Rolex

Numana/1 – Guida sotto effetto di oppiacei

La pattuglia di pronto intervento della Radiomobile, ha deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona per il reato di guida in stato di alterazione psicofisica per l’uso di sostanze stupefacenti,  V.M, classe 1991, di Numana, celibe, operaio, incensurato.

Costui, nella tarda serata di ieri, è rimasto coinvolto in un sinistro stradale per uscita di strada all’altezza del Km 4+500 della S.P 2 “Sirolo-Senigallia” nel Comune di Camerano, alla guida della propria Fiat Panda, palesando evidenti sistomi da uso di sostante psicotrope.

Il giovane, al termine degli accertamenti di rito, è stato accompagnato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Osimo per essere sottoposto alle analisi tossicologiche, le quali confermavano l’alterazione psicofisica del ragazzo dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti tipo “oppiacei”.

Gli è stata ritirata la patente di guida e sequestrato il veicolo.

Numana/2 – Furto di un Rolex

I Carabinieri, nel corso di autonoma attività investigativa e a conclusione di indagini relative ad una denuncia verbalizzata in data 02 maggio 2017 da un 67enne di Falconara Marittima, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona per il reato di furto aggravato in concorso una giovane Rom incensurata identificata per D.C., classe 1993, in Italia senza fissa dimora e risultata essere irreperibile, con ricerche estese su tutto il territorio nazionale.

Le indagini espletate dai Carabinieri consentivano di raccogliere inconfutabili, gravi e precisi indizi di reità a carico della donna, che il giorno 1° maggio scorso, avvicinava con una scusa la vittima mentre passeggiava per le vie del centro storico di Numana, lo abbracciava e gli sfilava l’orologio Rolex dal polso del valore di circa 6mila euro per poi dileguarsi a bordo di un’autovettura Audi A3 con alla guida un complice di sesso maschile.

I Carabinieri, avvalendosi delle numerose testimonianze oculari e con la visione dei filmati delle telecamere di sicurezza installate nel Comune di Numana, riuscivano ad individuare l’autovettura e la relativa targa risalendo così all’intestatario e, successivamente, all’individuazione “senza ombra di dubbio” dell’autrice del furto.

Pertanto, dagli elementi di prova acquisiti si provvedeva a denunciare a piede libero la responsabile del reato, mentre per l’individuazione degli altri complici sono in corso ulteriori indagini di imminente sviluppo.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Viviamo il tempo del “minimo sindacale”

Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!


Camerano, 30 luglio 2022 – Il salario minimo sindacale è quella retribuzione fissata per contratto sotto la quale non è possibile andare. A seconda dei punti di vista, una garanzia per il lavoratore che sa di poter contare almeno su quel minimo di stipendio; una scocciatura per il datore di lavoro che sa, pur avendone l’intenzione, che sotto quella soglia minima non può pagare le prestazioni dei suoi dipendenti.

Da qui nasce, per osmosi, nel mondo del lavoro così come in quello della cultura del sociale o della politica, il detto: “fare il minimo sindacale”. Cioè, adoperarsi per introdurre fatica, idee, azioni, decisioni, al minimo delle proprie possibilità o capacità, giusto quel poco necessario a giustificare la propria presenza, il proprio impegno o il proprio ruolo. “Tira a campà”, direbbe Enzo Jannacci.

Ecco, tirare a campare, senza sforzarsi minimamente per fare di più e dare il meglio di sé, rende l’idea dei tempi che stiamo vivendo. In generale, la società del terzo millennio sta tirando a campà. Offre, di sé, il minimo sindacale grazie al quale poter giustificare la propria esistenza. Questo non significa che non ci sia nessuno capace di dare il meglio di sé: qualche imprenditore che si fa un mazzo così e anche di più per provare ad affermarsi; i tanti lavoratori che si fanno lo stesso mazzo per provare con dignità a portare la famiglia a fine mese sono tantissimi.

Concettualmente, però, la sensazione è che i furbetti del minimo sindacale siano piuttosto diffusi. A livello culturale, ad esempio, il decadimento è impressionante. Sono sempre meno quelli che leggono libri, vanno a teatro o al cinema, ascoltano musica classica. I musei vengono visitati in massa ma solo quando l’ingresso è gratuito. Però i concerti in spiaggia di Jovanotti sono sold out. E, a proposito di musica, la qualità della produzione musicale dell’ultimo decennio e forse più è davvero scadente (non lo dico io ma gli specialisti del settore). Non si scrivono più canzoni capaci d’emozionare, tanto che gli autori sono stati invitati ad impegnarsi “oltre il minimo sindacale”.

In politica poi, c’è il peggio del peggio, sia a livello locale sia a livello nazionale. Amministratori, Onorevoli e Senatori, gente che ha scelto di governare un Comune, una Provincia, una Regione, una Nazione, anziché muoversi per far progredire e migliorare lo status quo si accontentano di fare il “minimo sindacale”. Tirano a campà solo per garantirsi la poltrona e, così facendo, anziché migliorarlo lo status quo spesso lo peggiorano. Trovare alibi per loro, in questi ultimi anni, è stato facilissimo: la perdita di potere dei partiti, la mancata crescita economica, la pandemia, l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina, il vaiolo delle scimmie… Ma gli alibi servono a giustificare le sconfitte.

Dopo i tanti governi tecnici, a settembre il popolo tornerà alle urne per eleggere i propri rappresentanti politici i quali, lancia in resta, hanno già iniziato a sciorinare programmi e promesse a tutto spiano. Programmi e promesse che, come succede da circa settant’anni, verranno puntualmente disattesi. I nuovi eletti attueranno, come sempre, il “minimo sindacale” necessario a non essere mandati a casa anzitempo.

Succederà ancora e la colpa sarà mia. Perché continuo a permettere che tutto ciò accada senza far nulla per evitarlo. Perché io, italiano, sono fatto così: purché non mi si rompano le scatole, mi si garantisca l’assistenza sanitaria e la pensione, e mi si faccia pagare poche tasse, sono disposto a fare l’italiano al “minimo sindacale”. Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!

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