Numana – Contributi regionali per l’affitto alle famiglie in difficoltà

Le domande dovranno pervenire al protocollo del Comune entro il 28 febbraio

Numana – Con lo scopo di sostenere le famiglie in difficoltà nel pagamento degli affitti, la Regione Marche ha stanziato un milione di euro per tutto il territorio regionale per l’anno 2016 e il Comune di Numana ha appena pubblicato il bando per consentire la presentazione delle domande ed accertarne il fabbisogno.

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Le richieste, che dovranno pervenire al servizio protocollo generale del Comune entro il 28 febbraio, possono essere presentate dalle persone affittuarie di alloggi, in regola con il pagamento del canone di affitto, con reddito ISEE inferiore ad € 5.824,90.

Il valore ISEE è diminuito del 20% in presenza di un solo reddito derivante da lavoro dipendente o da pensione in nucleo familiare monopersonale.

Per i nuclei familiari che includono ultrasessantacinquenni, disabili o con più di cinque componenti e per altre situazioni di particolare debolezza sociale, tra cui il mancato pagamento del canone per morosità incolpevole, il contributo da assegnare può essere aumentato fino a un massimo del 25%.

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Nel caso di morosità incolpevole, derivante da un cambiamento della situazione occupazionale, il Comune può prevedere una riserva di precedenza a prescindere dalla posizione in graduatoria, fermo restando l’accertamento dell’appartenenza alla casistica dei nuclei colpiti dalla crisi economica, e l’ordine di graduatoria degli altri beneficiari.

La domanda di contributo dovrà essere presentata dal titolare del contratto di locazione, utilizzando gli appositi modelli in distribuzione presso l’ufficio servizi sociali del Comune.

L’erogazione dei contributi sarà disposta solo dopo l’assegnazione dei fondi da parte della Regione Marche al Comune di Numana; di conseguenza, i contributi saranno erogati ai beneficiari in un’unica soluzione e solo dopo la liquidazione da parte della Regione Marche.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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