Numana – Ancora una truffa con Postepay

Pizzicato anche un giovane studente sirolese per uso personale di hashish

Numana – Non accennano a diminuire le truffe perpetrate su internet con l’utilizzo di carte prepagate per acquisti di merce mai consegnata.

Truffa in concorso

Questa volta è il torno di un 27enne di Milano che il 28 giugno scorso aveva sporto denuncia per truffa ai carabinieri di Numana. Conclusi gli accertamenti e le indagini, i militi hanno deferito in stato di libertà per “truffa in concorso”, due noti soggetti pugliesi identificati per I.V., classe 1971 e C.C.D., classe 1989, entrambi nati e residenti a Barletta (BT), nullafacenti pluripregiudicati.

I carabinieri sempre più spesso devono occuparsi delle truffe informatiche attuate con l’utilizzo delle carte prepagate

I due, in concorso tra loro, attraverso un annuncio sul sito internet “www.subito.it” avevano raggirato il denunciante facendosi accreditare su di una carta di credito prepagata Postepay, loro intestata, la somma di €. 300 quale caparra per l’acquisto di una marmitta per scooter mai consegnata. E rendendosi poi irreperibili dopo aver incassato la somma.

Uso personale hashish

Ieri pomeriggio, gli stessi militari della stazione di Numana mentre transitavano in Via Giulietti a Sirolo hanno controllato un giovane studente: Z.A., nato in Ancona nel 1999, residente in Sirolo, celibe che, alla vista dei carabinieri e durante l’identificazione, risultava vistosamente impacciato e nervoso.

Perquisito, è stato trovato in possesso di 0,3 grammi di stupefacente tipo Hashish riposto nella tasca dei pantaloni. Il giovane si è affrettato a riferire di utilizzarlo per uso personale. Il narcotico è stato posto sotto sequestro amministrativo e il giovane è stato segnalato per “detenzione illegale per uso personale di sostanze stupefacenti“.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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