Il parcheggio di Marcelli “non c’è più”

Alessandro Selva: “A causa della gestione disattenta e approssimativa dell’Amministrazione Tombolini, il Comune di Numana è stato condannato da ben due tribunali e ha dovuto restituire il parcheggio ai legittimi proprietari”

Numana, 15 aprile 2019 – “La stagione turistica è ormai alle porte, ma il principale parcheggio di Marcelli non c’è più. Sembrerebbe un gioco di magia, ma è la triste realtà, ancora una volta frutto della gestione superficiale della Giunta Tombolini”. A rendere pubblica la notizia è Alessandro Selva, candidato sindaco della lista civica Siamo Numana.

«Sappiamo benissimo che il parcheggio fisicamente è sempre al suo posto – ha spiegato Selva – però il Comune di Numana non può più usarlo, a causa della solita gestione disattenta e approssimativa targata Tombolini. Il Comune di Numana, infatti, è stato condannato da ben due tribunali e a gennaio scorso ha dovuto restituire il parcheggio ai suoi legittimi proprietari».

Numana – Alessandro Selva, consigliere d’opposizione e candidato sindaco della lista civica Siamo Numana

A seguito della decadenza della convenzione in base alla quale ha occupato l’area fino al 2015, il Comune avrebbe dovuto pagare dei canoni arretrati e restituire l’area. Solo a quel punto, avrebbe potuto sottoscrivere un nuovo contratto d’affitto o una nuova convenzione con i proprietari. Invece, inspiegabilmente, il Comune non ha né pagato i canoni arretrati né restituito il bene.

I proprietari dell’area hanno reclamato quanto spettava loro, all’inizio con l’invio di lettere (24 aprile e 25 maggio 2015), poi avviando un procedimento di mediazione (23 luglio 2015) per risolvere in modo pacifico la controversia. Entrambe le azioni però hanno avuto esito negativo e i proprietari hanno avviato (29 gennaio 2016) una causa civile nei confronti del Comune.

Numana – Il parcheggio in frazione Marcelli al centro della disputa fra proprietari e Comune

Il Tribunale di I° grado ha condannato il Comune (17 giugno 2016), a pagare le somme dovute e a restituire l’area. Il Comune non ha neanche fatto ricorso e quindi, per decorrenza dei termini di legge, il 14 marzo 2017 la sentenza è diventata esecutiva ed è stato intimato al Comune di Numana di lasciare l’area e pagare le somme dovute.

Solo dopo tale condanna, il 15 maggio 2017, il Comune ha avviato un procedimento di esproprio “semplificato” e il giorno seguente ha presentato ricorso alla Corte d’Appello per sospendere la sentenza esecutiva nei suoi confronti.  A quel punto, il 14 giugno 2017, i proprietari dell’area hanno fatto ricorso anche al Tar contro il procedimento di esproprio. Viste le premesse, il Comune ha perso entrambe le cause e lo scorso 11 gennaio con una delibera la Giunta Tombolini ha dovuto restituire l’area ai legittimi proprietari.

«A questo punto – conclude Selva – non ci resta che sperare che i proprietari dell’area non si siano troppo indispettiti dal comportamento del Comune e possano concedere nuovamente in uso il parcheggio. In caso contrario, per la stagione turistica ormai alle porte, Marcelli resterà senza il suo principale parcheggio e senza l’area per il mercato».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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