I Carabinieri di Osimo sequestrano merce contraffatta per 8mila euro

Al setaccio il litorale numanese. Senegalesi e bengalesi multati perché senza licenza vendevano merce con griffe falsificate

Numana, 27 agosto 2020 – Giornata impegnativa quella di ieri per i Carabinieri di Osimo che, mettendo in campo 12 militari e 5 autoradio, hanno setacciato il litorale numanese alla ricerca di commercianti abusivi che vendevano merci contraffatte.

Nell’ordine, sono stati multati per vendita in forma ambulante senza la prevista autorizzazione:

  • un cittadino bengalese 24enne, residente in Porto Recanati, con regolare permesso di soggiorno, sorpreso lungo il litorale di Marcelli a vendere accessori vari per capelli e braccialetti. L’uomo è stato anche denunciato in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale: durante il controllo ha scaraventato addosso ai militari un espositore in legno per poi tentare la fuga verso il centro abitato. È stato subito bloccato;
  • un cittadino senegalese 41enne, residente nella provincia di Macerata, con regolare permesso di soggiorno, sorpreso a vendere nei pressi del porto turistico di Numana, cappelli e bandane;
  • due cittadini bengalesi regolari sul territorio nazionale, rispettivamente un 62enne e un 45enne residenti ad Ancona. Sottoposti a un controllo sulle spiagge libere tra Marcelli e Numana, vendevano abusivamente teli mare ed ombrelloni;
  • un cittadino bengalese, 42enne in regola con il permesso di soggiorno, sorpreso lungo il litorale mentre vendeva borse da donna.

Durante la stessa operazione, nella zona del porto di Numana, i Carabinieri hanno trovato la stessa tipologia di merce immagazzinata sotto le barche poste in rimessaggio. Con tutta probabilità nascosta lì da altri venditori ambulanti privi di autorizzazione alla vendita.

La mercanzia recuperata, 4.135 pezzi per un valore commerciale di circa ottomila euro, è stata sequestrata e depositata presso i magazzini del Comune di Numana.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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