Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana, entra nel direttivo Anci Marche

Con lui, sotto la neo presidenza del sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, anche Simone Pugnaloni sindaco di Osimo

Ancona, 19 ottobre 2020 – Dopo aver eletto il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli come proprio presidente (la prima cittadina del capoluogo di regione prende il posto dell’uscente Maurizio Mangialardi, ndr), Anci Marche (Associazione nazionale Comuni d’Italia) comunica che Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana, entra nel consiglio direttivo in luogo del sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli che è già membro di diritto in quanto consigliere nazionale dell’Anci.

Pertanto, Valeria Mancinelli guiderà il consiglio direttivo di Anci Marche così composto:

Simone Pugnaloni, sindaco di Osimo: Rosa Piermattei, sindaco di San Severino Marche; Nazareno Franchellucci, sindaco di Porto Sant’Elpidio; Enrico Piergallini, sindaco di Grottammare; Simona Guidarelli, sindaco di Pergola; Sandro Sborgia, sindaco di Camerino; Andrea Gentili, sindaco di Monte San Giusto; Damiano Costantini, sindaco di Chiaravalle; Daniele Carnevali, sindaco di Polverigi; Massimo Bacci, sindaco di Jesi; Mauro Ferranti, sindaco di Montappone, Luca Piergentili, sindaco di Sarnano; Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana; Enrico Rossi, sindaco di Cartoceto; Giuseppe Galasso, consigliere comunale di Pedaso.

L’assemblea dei Sindaci delle Marche che hanno eletto il Presidente e il Consiglio direttivo di Anci Marche

I membri di diritto sono i sindaci capoluogo di provincia e i coordinatori dei piccoli Comuni, Consigli comunali, giovani amministratori e i consiglieri nazionali eletti in quota regionale.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

So this is Xmas (unfortunately…) caro John

Quest’anno, nonostante le tradizioni, sarà un Natale diverso


2 dicembre 2020So this is Xmas/ And what have you done/Another year over/And a new one just begun… (Così questo è il Natale/E cosa hai fatto?/Un altro anno è passato/Ed uno nuovo è appena iniziato…)

Da anni ormai, puntualmente ogni anno, all’avvicinarsi del Natale e delle sue, almeno per me, infingarde e melanconiche atmosfere che l’accompagna, questa celeberrima canzone di John Lennon torna a ronzare insistente nella testa. Quasi un j’accuse verso consapevolezze regolarmente ignorate (Così questo è il Natale..); verso quel senso di colpa che saltella qua e là fra le note, che ti porta a pensare: “cavolo, certo che potevo fare di più!” (E cosa hai fatto?)

Non esiste nulla al mondo che possa in qualche modo avvicinarsi al Natale. Pasqua, Capodanno, Ferragosto… non c’è confronto. Neppure la parvenza d’una improbabile competizione. Natale è Natale, punto! Sarà il presepe e l’albero addobbato, saranno le luminarie, sarà quell’odore persistente di neve che respiri nell’aria anche quando la neve non c’è, sarà la messa di mezzanotte anche se a messa poi non ci vai, o il cenone in famiglia, i pacchi regalo che fanno luccicare gli occhi dei bimbi, o il mercante in fiera e la tombola con amici e parenti, il panettone e i mandarini… ognuno si prenda il ricordo, il sapore, l’atmosfera che vuole, tanto è gratis.

So this is Xmas (war is over)… ronza Lennon nella testa. Chissà se anche lui a Natale mangiava panettone e mandarini… se non l’ha fatto s’è perso parecchio. Però, caro John, quest’anno non è vero che la guerra è finita. Non è finita quella che intendevi tu e, per giunta, ne è arrivata un’altra così micidiale, infingarda, restrittiva a livello mondiale che neppure ti potevi lontanamente immaginare.

È una guerraccia, John, perché il nemico è invisibile e non puoi sparare a qualcosa se non lo vedi. E siccome è invisibile c’è gente che neppure ci crede d’essere in guerra, d’avere un nemico. Anche se le cataste dei morti sono altissime un po’ dappertutto: in America come in Giappone. Indistintamente dal colore della pelle, John, altro che i fratelli rossi, gialli, bianchi e neri che tu auspicavi in pace. Oggi, quei fratelli sono accomunati da un identico destino cinico e baro.

Quest’anno, lasciamelo dire, per la prima volta nella vita il Natale sarà un’altra cosa per quanto il mondo si sforzi per far sì che sia ancora quello di sempre. Quest’anno sarà diverso, costretto, dismesso, limitato. Costellato da una punta d’angoscia, quella brutta brutta però, che ti fa sentire impotente e piccolo piccolo, senza armi, piani o strumenti necessari a gestire il futuro.

Così questo è il Natale/E cosa hai fatto? Ti rispondo, John: ho vissuto. Semplicemente. E come me, miliardi di esseri umani. Ma quest’anno sarà un Natale diverso… War is over, if you want it/War is over now/Happy Xmas. Lo vorrei con tutto me stesso, John, non sai quanto; ma non è vero che la guerra è finita. Felice Natale anche a te. Quest’anno, per me, lo sarà un po’ meno.

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