Ecco come Numana fa rispettare le regole anti-contagio

Incontro operativo in Comune con sindaco, Suap, Polizia locale e Carabinieri

Numana, 11 marzo 2020 – Ieri, in Comune, incontro operativo tra il Comandante della Polizia locale Roberto Benigni, quello dei Carabinieri della stazione di Numana, Russo,  il responsabile del Suap Mariani e il sindaco Gianluigi Tombolini per discutere  sulle misure da adottare in merito all’attuale situazione sanitaria presente sul territorio.

Numana – L’incontro in Comune con, da sx, il Comandante dei Carabinieri Russo, Mariani dell’Ufficio SUAP, il sindaco Tombolini, il Comandante della Polizia locale Roberto Benigni

Alla fine, si è deciso di tenere e rafforzare sul territorio di competenza alcune misure in linea con il nuovo Dpcm del 9 marzo:

  1. Proseguire il controllo di eventuali arrivi di persone provenienti da altri Comuni;
  2. Istituzione posti di blocco per evitare spostamenti fuori Comune non motivati da urgenze;
  3. Controllo chiusura bar, gelaterie, ristoranti alle ore 18:00;
  4. Rispetto delle norme di regolamentazione d’accesso ai luoghi pubblici;
  5. Dissuadere eventuali assembramenti di persone sia nei luoghi chiusi che in spazi aperti;
  6. Usufruire del servizio di consegna di medicinali e generi alimentari per tutti i residenti che si trovano in stato di bisogno (per questo servizio contattare dalle ore 8.00 alle ore 14:00 l’ufficio comunale dei Servizi Sociali al numero 071/9339848);

Tombolini, rivolgendosi alla cittadinanza, assicura che durante il fine settimana verranno intensificati i controlli attraverso l’aumento di personale su tutto il territorio numanese. Chi sarà oggetto di controllo e non osserverà le norme, sarà punito con l‘arresto fino a tre mesi e con sanzione amministrativa pari a 206,00 euro. Per tutte le attività del punto 3 di cui sopra, con la sanzione accessoria della sospensione dell’attività.

«Invito i cittadini ad evitare il più possibile contatti all’esterno e ad attenersi alle norme per il bene della comunità – il messaggio del sindaco – Ringrazio per la collaborazione nella convinzione più assoluta che con questo grande sacrificio, da parte di noi tutti, torneremo in breve tempo alla normalità e alla serenità facendo ripartire alla grande la nostra economia».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Ecco, Marco ci dice come siamo fatti

Le miserie umane in tempo di Covid-19 descritte da chi sta ‘dall’altra parte’ di un bancone


5 aprile 2020 – Il mondo, in questi giorni di resistenza e di clausura, non è quasi mai quello che vediamo con i nostri occhi. Forse, non lo è mai stato. Siamo così presi da noi, dalle nostre esigenze e personali egoismi, dai nostri piccoli o grandi drammi familiari, che difficilmente riusciamo a percepire quel che siamo davvero. O come ci muoviamo in mezzo agli altri, troppo concentrati a risolverci e a soddisfarci individualmente per riuscire a percepire come ci vedono dall’esterno.

Un esempio? Vi propongo la testimonianza di Marco Auricchio che arriva direttamente dai social. Una testimonianza forte, a tratti offensiva. Ma si tratta di un’offesa prima ricevuta e poi restituita al mittente. Che ci piaccia o no. Marco è l’altro, uno di quelli che ci guardano, e ci giudicano, dall’altra parte di un bancone di un supermercato (foto generica) della provincia di Ancona. Uno dei tanti che ci servono ogni giorno con pazienza e umiltà, e che spesso neppure vediamo. Ma loro sì che ci vedono, e sopportano in silenzio per contratto le nostre miserie umane, finché alla fine si sfogano e ci descrivono per quello che siamo. Senza tanti fronzoli. Scrive Marco:

«… Mi dispiace dirlo, ma dal coronavirus la maggior parte degli Italiani non ha imparato e non imparerà niente, se non a saper fare il pane e la pizza in casa e a cercare con ossessione l’alcool e il lievito di birra nei supermercati.

Io non svolgo una mansione importante, non faccio il medico o l’infermiere, faccio l’addetto alle vendite, banconiere, fruttarolo in un supermercato, uno di quei lavori che prima di questa tragedia avete sempre considerato di basso ceto sociale.

Ad oggi ci definite eroi, perché andiamo al lavoro nonostante tutto, anche se non lavoriamo in sicurezza, anche se non abbiamo i dispositivi di protezione adatti, anche se le persone ci rispondono in modo maleducato, anche se facciamo doppi turni, anche se vediamo ogni giorno le stesse facce, anche se vediamo persone che fanno la spesa tre volte al giorno per otto fottuti euro a scontrino, anche se ci sentiamo fare sempre le stesse domande sull’alcool, sul lievito di birra, sui rifornimenti.

E sapete perché? Perché noi, alla maleducazione della gente ci eravamo abituati già prima della pandemia, quando arrivavate al banco senza salutare, con tono stizzito per la coda, urlando ‘oh non me servi che cho fuga’, Non siete cambiati neanche un po’, anzi, siete ingrassati come le vacche e siete diventati più scemi e stronzi.

È inutile cantare dai balconi e dire che andrà tutto bene perché francamente, se la situazione è quella che vivo io, non andava bene prima e non andrà bene neanche dopo.
Avreste dovuto imparare l’importanza dello stare in famiglia, della salute più che altro luride merde superficiali, e dell’amore per la natura, e invece non avete imparato nulla, se non come usare il lievito. Beh, a questo punto spero che vi ci strozziate maledetti…
».

Foto. Fine. Pubblicità!

 

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