Arrestati due rom per furto aggravato e ricettazione

I fatti, ai danni di una ditta numanese di minuterie metalliche, risalgono al 28 agosto 2018

Numana, 14 maggio 2019 – I Carabinieri della Stazione di Numana e di Padova, nella scorsa giornata, hanno tratto in arresto due persone di etnia rom, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 6 maggio scorso dal gip del Tribunale di Ancona. ,

I due, S. M. 20 anni arrestato presso un residence di Porto Recanati, incarcerato ad Ancona, e S. J. 30 anni arrestato presso un campo rom a Padova e incarcerato in quella città, sono ritenuti responsabili di furto aggravato e ricettazione in concorso.

Numana – Un fotogramma estrapolato dai carabinieri dalle immagini registrate dalle telecamere di videosrovegliana: le frecce rosse indicano i ladri in piena azione e l’autocarro rubato 

Le indagini dei militi di Numana hanno permesso di definire il quadro indiziario nei loro confronti, riferito al furto messo in atto il 28 agosto 2018 in Numana, ai danni di una ditta che opera nel settore della torneria automatica di minuteria su metalli ferrosi e non, durante il quale erano stati rubati un carrello portautensili, cassette porta attrezzi e materiale vario in ottone per un valore complessivo di circa 25 mila euro.

Ai due, sono state contestate anche le aggravanti per aver commesso il fatto con violenza sulle cose, per aver agito in più di tre complici nell’arco di quella notte e per aver prodotto al titolare della ditta un danno patrimoniale di rilevante gravità. Inoltre, sono stati ritenuti responsabili del reato di ricettazione di un autocarro rubato a Potenza Picena e utilizzato per commettere il furto a Numana.

Nel contesto della stessa indagine, sono stati deferiti in stato di libertà altri due soggetti residenti nel fermano, per ricettazione di parte della refurtiva (consistente in utensili per officina meccanica del valore di circa 3.500 euro), recuperata e restituita al proprietario nel settembre scorso.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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