Zona Baraccola – Gli staccano la luce per morosità: minaccia di incendiare il punto Enel

Anconetano 30enne aveva con sé una tanica di benzina da 5 litri

Ancona – Nel pomeriggio di ieri gli agenti delle Volanti della Questura di Ancona sono intervenuti presso il Centro Mirum in zona Baraccola dove era stato segnalato un uomo che, con una tanica di benzina in mano, minacciava di dare fuoco ad un esercizio pubblico che si occupa della fornitura di servizi ed energia.

Ancona – Il Centro commerciale Mirum in zona Baraccola

Immediato l’intervento dei poliziotti giunti sul posto a sirene spiegate che circondavano l’uomo il quale, nel frattempo, aveva fatto uscire fuori gli addetti presenti .

Nella concitazione del momento l’uomo rimaneva interdetto dallo spiegamento di Volanti sul posto; gli agenti riuscivano dapprima ad instaurare con lui un breve colloquio finalizzato a farlo desistere dal proseguire nelle sue intenzioni, per poi bloccarlo definitivamente.

IL FATTO

L’uomo, un anconetano di 30 anni con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e stupefacenti, si era recato presso il punto Enel per avere informazioni sul distacco dell’energia elettrica che aveva subìto presso la propria abitazione.

Una volta chiarito con l’addetta che il distacco era avvenuto perché non aveva pagato le bollette dal mese di aprile, con la rassicurazione che comunque avrebbe riavuto l’immediato ripristino dell’energia qualora avesse sanato l’insolvenza, l’uomo andava su tutte le furie ordinando ai presenti di uscire dal negozio.

Ancona – Gli agenti della Volante con la tanica di benzina sequestrata

Poco dopo anche lui usciva fuori e prendeva una tanica da cinque litri piena di benzina che aveva lasciato all’esterno, rientrando nel negozio con il chiaro intento di cospargere di liquido infiammabile il pavimento e il mobilio dando fuoco a tutto.

Il tempestivo intervento della Polizia ha risolto in brevissimo tempo la vicenda senza alcun danno fisico e patrimoniale.

L’anconetano è stato arrestato per tentato incendio aggravato e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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