Zona Baraccola – Gli staccano la luce per morosità: minaccia di incendiare il punto Enel

Anconetano 30enne aveva con sé una tanica di benzina da 5 litri

Ancona – Nel pomeriggio di ieri gli agenti delle Volanti della Questura di Ancona sono intervenuti presso il Centro Mirum in zona Baraccola dove era stato segnalato un uomo che, con una tanica di benzina in mano, minacciava di dare fuoco ad un esercizio pubblico che si occupa della fornitura di servizi ed energia.

Ancona – Il Centro commerciale Mirum in zona Baraccola

Immediato l’intervento dei poliziotti giunti sul posto a sirene spiegate che circondavano l’uomo il quale, nel frattempo, aveva fatto uscire fuori gli addetti presenti .

Nella concitazione del momento l’uomo rimaneva interdetto dallo spiegamento di Volanti sul posto; gli agenti riuscivano dapprima ad instaurare con lui un breve colloquio finalizzato a farlo desistere dal proseguire nelle sue intenzioni, per poi bloccarlo definitivamente.

IL FATTO

L’uomo, un anconetano di 30 anni con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e stupefacenti, si era recato presso il punto Enel per avere informazioni sul distacco dell’energia elettrica che aveva subìto presso la propria abitazione.

Una volta chiarito con l’addetta che il distacco era avvenuto perché non aveva pagato le bollette dal mese di aprile, con la rassicurazione che comunque avrebbe riavuto l’immediato ripristino dell’energia qualora avesse sanato l’insolvenza, l’uomo andava su tutte le furie ordinando ai presenti di uscire dal negozio.

Ancona – Gli agenti della Volante con la tanica di benzina sequestrata

Poco dopo anche lui usciva fuori e prendeva una tanica da cinque litri piena di benzina che aveva lasciato all’esterno, rientrando nel negozio con il chiaro intento di cospargere di liquido infiammabile il pavimento e il mobilio dando fuoco a tutto.

Il tempestivo intervento della Polizia ha risolto in brevissimo tempo la vicenda senza alcun danno fisico e patrimoniale.

L’anconetano è stato arrestato per tentato incendio aggravato e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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