Vigili del fuoco di Jesi: due murales a memoria dell’instancabile attività

Opera dei Technicalz, gli artisti Federico Zenobi e Nicola Canarecci

Jesi, 3 agosto 2022 – Da oggi il Comando dei VVF di Ancona dispone di una particolare, significativa e indelebile testimonianza della attività del C.N.VV.F. a favore della popolazione, rappresentata magistralmente ai lati del castello di manovra del distaccamento di Jesi B. Mancini.

Infatti, i Technicalz, ovvero Federico Zenobi e Nicola Canarecci, noti artisti nel mondo dei murales hanno “dato” un pompiere in più al distaccamento cittadino. Non si tratta di un pompiere come gli altri, perché questo, seppur virtuale, ha un significato più profondo.

L’opera, realizzata sulle due pareti del castello di manovra rappresenta, da  un lato, un Vigile che indossando tutti i dispositivi di protezione, elmo con la visiera, la giacca antifiamma, l’autorespiratore e la piccozza, dà l’idea di dinamismo e fa capire che è sempre pronto e attrezzato per qualunque tipo di intervento, mentre sull’altro lato è rappresentata la fiamma, da sempre simbolo dei Vigili del fuoco, con all’interno il numero 3 e sopra il motto latino, “Contra Flammas Animus”, ovvero “contro le fiamme, il coraggio”, entrambi identificativi del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco di Ancona.

Le parole di Federico Zenobi al termine della realizzazione dell’opera: «Il contatto quotidiano per circa dieci giorni con i Vigili del fuoco mi ha fatto sentire accolto come in una famiglia e mi ha dato la possibilità di percepire appieno le caratteristiche dei Vigili del fuoco, che ho voluto trasmettere con il mio murales».

L’ingegner Pierpaolo Patrizietti, comandante dei Vigili del fuoco di Ancona, ha ringraziato gli artisti Federico Zenobi e Nicola Canarecci, in primis per la loro disponibilità e per aver donato il loro tempo e professionalità per la realizzazione dell’opera.

Per la realizzazione dei murales si ringraziano anche i Vigili del fuoco in servizio presso il distaccamento di Jesi, per l’impegno e il supporto fornito, mettendosi a disposizione degli artisti che hanno creato il “Pompiere più grande d’Italia”.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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