Vigili del fuoco di Ancona: nel 2021 svolti oltre 8.100 interventi

Ad Ancona 2.869, a Jesi 1.607, a Senigallia 1.249, a Osimo 1.071, a Fabriano 846, ad Arcevia 336, con un organico di 389 addetti

Ancona, 11 gennaio 2022 – Con l’arrivo del 2022 è il momento di fare un bilancio delle intense attività istituzionali svolte dai Vigili del fuoco della provincia di Ancona nell’anno appena concluso, sempre proiettate al servizio da rendere ai cittadini e agli enti.

Servizi resi dai 389 Vigili del fuoco in organico nei diversi ruoli operativi, dalle figure direttive a quelle prettamente esecutive. Le funzioni operative, principalmente finalizzate al soccorso pubblico, sono state espletate anche attraverso le diverse specialità che consentono al personale specificamente preparato, come i sommozzatori e gli specialisti nautici per i servizi antincendi in ambito portuale e in mare, di operare con alti livelli di competenza e professionalità. Alle specialità citate sono affiancate figure in possesso di abilitazioni in determinate discipline che richiedono la conoscenza di particolari tecniche e procedure operative, come ad esempio quelle speleo-alpinistiche-fluviale.

I DATI

L’anno 2021 da poco concluso ha determinato il compimento di 8.123 interventi con un incremento del 15% rispetto al 2020. La distribuzione in relazione alle sedi operative presenti sul territorio è così riassunta:

Dai dati spicca un significativo incremento degli incendi che sono passati da 996 nel 2020 ai 1.237 dell’anno trascorso con un incremento del 24%. Non da meno gli incidenti stradali che sono saliti del 35% passando da 450 a 607. Di rilievo anche gli interventi indirizzati alla tutela della vita umana e di quegli eventi che hanno coinvolto persone, tali soccorsi sono incrementati del 25% passando da 467 dell’anno 2020 a 586 del 2021. I Vigili del fuoco di Ancona sono inoltre stati impegnati in 10 interventi per la ricerca di persone scomparse.

GLI INTERVENTI DI RILIEVO

L’estate 2021 è stata contraddistinta anche da due importanti incendi che, a causa di comportamenti imprudenti, potevano determinare più gravi conseguenze. In particolare, nella serata del 26 agosto a Cerreto d’Esi un incendio ha coinvolto una civile abitazione nella cui area esterna erano immagazzinate oltre 30 bombole di gpl, quattro delle quali sono scoppiate.

Un incidente analogo si è verificato il 15 settembre a Jesi, quando un fuoco non controllato ha prima coinvolto un fienile e poi l’abitazione. Anche in quella circostanza sono state scoperte un centinaio di bombole di gpl il cui scoppio è stato evitato grazie al tempestivo e risolutivo intervento dei vigili del fuoco .

L’esondazione del fiume Musone l’11 dicembre 2021

L’anno è terminato con le impegnative giornate dell’11 e 12 dicembre, quando il forte vento e le intense precipitazioni hanno comportato lo svolgimento di ben 161 interventi nell’arco di 48 ore. Particolarmente interessati i territori dei comuni di Osimo, Jesi e Senigallia, dove il forte vento e le incessanti piogge hanno causato cadute di alberi, ingrossamento dei corsi di acqua e conseguenti allagamenti. Particolarmente impegnativo, da parte dei Vigili del fuoco di Osimo, è stato il salvataggio di un automobilista rimasto bloccato nel proprio veicolo.

GLI INCENDI DI BOSCO

Un preludio di una estate rovente si è avuto nel tardo pomeriggio del 6 maggio e del 14 giugno, quando due distinti incendi hanno interessato porzioni di macchia mediterranea sul monte Conero. Le fiamme sono state tempestivamente estinte dalle squadre di soccorso, anche con il contributo dei mezzi aerei, evitandone la propagazione a causa del forte vento.

Di particolare rilevanza l’impegnativo incendio che a partire dal 24 giugno ha bruciato 33 ettari di bosco a Cerqueto di Genga, e che ha tenuto impegnati centinaia di uomini e mezzi aerei, tra cui diversi Canadair, per quattro giorni.

Il 1° agosto, dopo giorni di clima secco, un incendio si sviluppa lungo l’argine del fiume Musone e le fiamme, spinte dal forte vento, bruciano colture agricole, alberi e la vegetazione presente lungo le sponde, fino a minacciare le abitazioni presenti in un campeggio e in un resort. Per l’occasione, messi in campo centinaia di uomini, elicotteri e Canadair. Precauzionalmente e per poche ore, evacuare circa 2.000 persone. Intervento che si è concluso dopo quattro giorni.

L’incendio del 5 agosto 2021 a Jesi

Il 5 di agosto la criticità per gli incendi di vegetazione si è nuovamente manifestata a Jesi. L’ennesima giornata di forte vento ha fatto propagare le fiamme da un casolare al confine tra Maiolati Spontini e Jesi, coinvolgendo vegetazione e colture agricole. L’odore acre è il fumo ha interessato per ore la città procurando allarme nella popolazione per un evento inaspettato. Soltanto il lavoro di centinaia di Vigili del fuoco e mezzi aerei hanno consentito di avere ragione del fuoco. Operazioni che sono terminate il 9 agosto solo dopo accurate operazioni di monitoraggio e puntuale spegnimento.

Per concludere la sequenza degli incendi di vegetazione in una estate torrida, la sera del 16 agosto un incendio interessava una zona di interfaccia tra aree agricole e residenziali a Senigallia, destando allarme e preoccupazione tra i residenti. Anche in questo caso il massiccio intervento di uomini e mezzi ha consentito di avere ragione del fuoco in poche ore.

LA FORMAZIONE E L’ADDESTRAMENTO

Ma i vigili del fuoco, per mantenere elevate le capacità di risposta ai diversi eventi che sono chiamati a contrastare, devono essere continuamente aggiornati e addestrati. Nel 2021 l’attività formativa e di mantenimento è stata costante, intensa e proficua grazie ai molti corsi svolti. Questi, hanno interessato 237 allievi nelle più disparate discipline professionali, tra le quali spicca la conduzione dei mezzi di soccorso, la gestione degli interventi su sostanze pericolose, l’utilizzo nelle operazioni di soccorso di tecniche speleo-alpinistiche.

GLI AUTOMEZZI

Notoriamente, i Vigili del fuoco accorrono sempre a bordo di un’autopompa o magari di un mezzo dedicato per soccorsi speciali. Oltre alle 15 autopompe, i Vigili del fuoco della provincia di Ancona dispongono di un ulteriore centinaio di mezzi di varie tipologie e 5 imbarcazioni per i soccorsi. Nel 2021 il Comando, grazie ai programmi di rinnovamento previsti dal Dipartimento, ha visto assegnati 6 nuovi mezzi ad integrazione del parco disponibile o in sostituzione di quelli non più idonei.

LA PREVENZIONE E VIGILANZA ANTINCENDIO

In ultimo i Vigili del fuoco non sono solo soccorso, svolgono anche attività di prevenzione che si esplica nei controlli di sicurezza antincendio dove tale rischio è significativo per le persone e per i beni. Verifiche svolte presso insediamenti produttivi come industrie e depositi, ma anche in luoghi con elevata presenza di persone come scuole, ospedali, esercizi commerciali e locali di pubblico spettacolo. Un’attività che nel 2021 ha determinato la gestione di oltre 2.000 istruttorie di attività ordinarie e di vigilanza ispettiva.

Rilevante e significativa è stata anche la formazione degli addetti antincendio nei luoghi di lavoro, che si è concretizzata con lo svolgimento di 7 corsi di formazione per 113 persone e l’abilitazione, a seguito di specifico esame, di oltre 500 persone.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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