Ventottenne di Senigallia arrestata per droga

I Carabinieri di Osimo l’hanno trovata in possesso di due etti e mezzo di marijuana

Senigallia, 21 gennaio 2021 – Durante un normale servizio di controllo del territorio lungo la Statale 16, all’altezza della rotatoria dell’Ikea, ieri sera una pattuglia radiomobile dei Carabinieri di Osimo ha intimato l’alt ad una Fiat Punto con una donna alla guida che, presumibilmente, tornava da Porto Recanati.

La donna, anziché fermarsi, con una manovra repentina ha innescato una fuga imboccando il casello dell’autostrada A14 Ancona sud-Osimo in direzione nord. I militi, dopo un inseguimento, l’hanno bloccata a Senigallia dove la donna, 28enne, è risultata residente.

Inevitabile, per lei, il controllo dell’auto e la perquisizione presso l’abitazione dove, all’interno di una pochette custodita in un cassetto della cucina, i Carabinieri hanno rinvenuto 250 grammi di marijuana, un bilancino per pesare l’erba e l’attrezzatura necessaria al confezionamento delle dosi. La 28enne è stata arrestata per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

La droga ed il materiale rinvenuto sono stati sequestrati e la giovane confinata ai domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha disposto l’udienza di convalida dell’arresto e il giudizio per direttissima per la mattinata odierna.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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