Una domenica con la Pasquella Offagnese

Canti e musica dal mattino al pomeriggio rivivendo antiche tradizioni

Offagna. L’Epifania tutte le feste porta via, ma sulla Rocca di Offagna si vuol continuare a far festa. E sarà così anche domani quando andrà in scena la Pasquella di Offagna per la terza edizione. Con lo slogan ‘’Semo venuti pe l’allegria, bon anno novo epifania’’.

I protagonisti della Pasquella
I protagonisti della Pasquella di Offagna

L’appuntamento per la Pasquella Offagnese, organizzata dall’Associazione Zetesis con il Patrocinio del Comune di Offagna, è per le ore 9 quando si raduneranno i cantori della pasquella in Piazza del Comune da dove avverrà la partenza per la tradizionale questua che si protrarrà fino alle ore 13 con i gruppi di cantori che suoneranno per le vie del paese.

La Pasquella è uno dei tre canti rituali di questua assieme a quelli della passione e del cantamaggio. Ha origini antichissime ed è tipico del periodo immediatamente successivo al Natale quando i suonatori questuanti portavano di casa in casa la “bona nova” chiedendo in cambio cibo e vino.

I suonatori arrivavano in ogni casa, chiedevano con cerimoniale cortesia il permesso di poter suonare la Pasquella (permesso che veniva negato solamente nelle case col lutto, dove comunque veniva offerto qualche dono), la famiglia si riuniva e, mentre tutta la gente ascoltava il canto e l’organetto, la vergara (la moglie), si preoccupava di prendere doni in natura da dare ai suonatori. Durante la questua era uso chiedere in dono le uova perché ce ne erano in surplus in quanto: “non c’è gallina o gallinaccia che a gennaio uovo non faccia”.

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Nel periodo della Pasquella s’era ultimata da pochissimo la pista, ossia l’uccisione del maiale per cui i suonatori ricevevano spesso in dono anche qualche salsiccia. Nessuno dava mai denaro ai suonatori.

I moderni cantori si propongono, senza alcun fine di lucro, di far rivivere antiche tradizioni che altrimenti andrebbero inesorabilmente scomparendo. Intenti che si propone la Pasquella di Offagna.

Per una giornata intera di canti e musica. Perché sempre a Offagna nel pomeriggio ci sarà l’esibizione dei gruppi musicali in Piazza del Comune.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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