Un weekend di multe e sanzioni in tutta la Provincia dorica

I Carabinieri a Senigallia, Ancona, Ostra, Serra de’ Conti, Osimo e Jesi hanno chiuso locali e sanzionato 39 persone per il mancato rispetto della normativa anti Covid

Ancona, 22 febbraio 2021 – Controlli serrati in tutta la Provincia dorica sono stati svolti nel weekend dai Carabinieri del Comando Provinciale di Ancona, con l’obiettivo principale di verificare il rispetto della normativa per il contenimento del virus Covid-19 e poi prevenire l’abuso di sostanze alcooliche e l’uso di sostanze stupefacenti.

L’operazione ha impiegato 104 militari e 52 automezzi. Durante il servizio sono state controllate 590 persone, 323 autoveicoli e 124 esercizi pubblici.

Nel complesso, denunciate 2 persone per guida in stato di ebbrezza alcolica, chiusi 2 locali e sanzionate 39 persone per il mancato rispetto della normativa Covid-19: 1 per il mancato uso della mascherina, 3 per il non rispetto del divieto di spostamenti tra regioni, 11 intenti a consumare bevande all’interno di locali dopo le 18.00 e 24 per essere stati controllati dopo le 22 senza un giustificato motivo; 2 stranieri per ubriachezza molesta e segnalati 2 giovani per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale non terapeutico.

In particolare, sabato 20 febbraio intorno alle 19, a Senigallia i Carabinieri della Radiomobile hanno multato il titolare di una birreria sorpreso a svolgere la propria attività e a servire bevande a 9 avventori presenti all’interno del locale durante il controllo. Aveva abbassato la saracinesca del locale continuando l’attività non da asporto anche dopo le 18: multa estesa anche agli avventori e chiusura per cinque giorni del locale.

Sempre a Senigallia e ad Ostra, i Carabinieri hanno sanzionato 2 stranieri che in centro, in evidente stato di ubriachezza, infastidivano i passanti.

Ancona – Controlli in Piazza Roma

Ad Ancona, i Carabinieri hanno denunciato per guida in stato d’ebbrezza un 25enne: controllato alla guida della sua auto è stato trovato con un tasso alcolemico oltre tre volte il limite consentito. Per lui è scattato anche il ritiro della patente.

Sempre ad Ancona, i Carabinieri hanno controllato 2 stranieri sorpresi ubriachi in giro dopo le 22. Entrambi si sono giustificati dicendo di non avere il Covid e che non sapevano di non poter uscire a quell’ora, ma ciò non è servito ad evitargli due sanzioni, una per la normativa Covid e l’altra per l’ubriachezza molesta.

A Serra de’ Conti, militari della Stazione locale hanno chiuso un locale per cinque giorni e sanzionato il gestore che continuava a somministrare bevande a due clienti (anch’essi multati), seduti al tavolo dopo le 18.

A Fabriano, controllato un 19enne alla guida della sua auto che, sottoposto ad accertamenti mediante etilometro, ha evidenziato un tasso alcolemico pari a quattro volte il limite consentito: per lui, patente di guida ritirata ed auto confiscata.

Controlli sono stati effettuati anche nei comuni di Osimo e Jesi, dove i Carabinieri hanno sanzionato sei persone in giro dopo le 22.

«Le verifiche sul rispetto delle misure di contenimento al virus Covid-19, in particolare sull’utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e sul controllo della circolazione stradale nella fascia oraria 22-05, in cui non è possibile circolare senza un provato motivo – fanno sapere i Carabinieri – proseguiranno anche nei prossimi giorni in tutta la Provincia».

 

redazionale

© riproduzione riservata 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo