Tragedia alla Lanterna Azzurra di Corinaldo

Corinaldo, 8 dicembre 2018 – Schiacciati da decine di corpi di ragazzini come loro: sono morti così i cinque giovanissimi più una madre che erano alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo per il concerto di Sferaebbasta, noto rapper della Trap music. Tre ragazze e due ragazzi, più una madre che aveva accompagnato la figlia al concerto. È accaduto all’una di questa notte.

Asia Nasoni,14 anni di Senigallia; Daniele Pongetti,16 anni di Senigallia; Benedetta Vitali,15 anni di Fano; Mattia Orlandi, 15 anni di Frontone; Emma Fabini,14 anni di Senigallia; mamma Eleonora Girolimini, 39 anni di Senigallia, le vittime della tragedia.

Il locale ha tre uscite di sicurezza: una di queste dà su un ponticello che attraversa un piccolo fossato e collega la discoteca al piazzale del parcheggio.

La tragedia è avvenuta in quel punto: quando i ragazzi sono usciti di corsa dal locale, decine di loro si sono accalcati per passare sul ponticello fino a quando i parapetti hanno ceduto. Il Questore di Ancona, Oreste Capocasa, ha confermato il crollo subito dopo l’uscita di sicurezza.

«Abbiamo sentito un odore acre, siamo corsi verso un’uscita d’emergenza ma l’abbiamo trovata sbarrata, i buttafuori ci dicevano di rientrare…» ha raccontato un ragazzo. Si indaga su un possibile mancato funzionamento dell’uscita. I Carabinieri sono al lavoro, hanno acquisito un video girato con il cellulare da una ragazza sul posto. Una delle ipotesi al vaglio è che il numero dei presenti fosse superiore a quello consentito.

Dalle prime testimonianze, sembrerebbe che a scatenare il panico sia stata la diffusione tra la folla di uno spray urticante. I feriti, oltre un centinaio, sono distribuiti fra gli ospedali di Torrette ad Ancona, Senigallia e Jesi: una dozzina risultano gravi con traumi e lesioni da schiacciamento.

Guarda il video:

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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