San Benedetto del Tronto – Arrestato dalla Gdf pusher con 870 grammi di marijuana

Lo spaccio avveniva all’interno di un parco del centro

SBT – L’ingente sequestro è stato operato dalle Fiamme Gialle della Compagnia di San Benedetto del Tronto nell’ambito di un’attività di controllo del territorio, nello specifico all’interno di un parco del centro cittadino che, sulla scorta delle informazioni acquisite, risultava prestarsi all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti da parte di alcuni soggetti del posto.

San Benedetto del Tronto – La marijuana sequestrata dalle Fiamme Gialle

Sono bastati pochi giorni di sopralluoghi per accertare la fondatezza delle notizie collazionate in precedenza dai militari, che hanno concentrato le indagini verso una persona che, all’atto del fermo eseguito proprio all’interno del parco, è stata trovata in possesso di 33 grammi di marijuana.

Ma le Fiamme Gialle avevano intuito che il pusher potesse avere un maggior potenziale di spaccio, tanto da indurle a perquisire anche l’abitazione del soggetto. In quell’ambito, le stesse hanno rinvenuto altri 837 grammi di marijuana e il “classico” bilancino di precisione, utilizzato per il confezionamento delle dosi.

Il soggetto è stato tratto in arresto per la violazione dell’art. 73 del D.P.R. 309/90, condotto presso la Casa Circondariale di Marino del Tronto (AP) e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Se non fosse stata scoperta, l’attività di spaccio del soggetto arrestato avrebbe prodotto circa 10mila euro di proventi illeciti.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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