Salvamento Ancona–Falconara: in 3 settimane 12 bagnanti strappati al mare

Primo bilancio della società che ha sedi anche a Portonovo e Marina di Montemarciano. Un lavoro di puro volontariato da oggi supportato dal Banco Marchigiano

Ancona, 30 luglio 2020 – “Basterebbe rispettare quelle poche e semplici regole base per rendere il mare un amico ed evitare gran parte dei rischi per i bagnanti”.

Massimo Albanesi, Presidente della Società Nazionale Salvamento Sezione di Ancona-Falconara, guarda i dati relativi a questa prima metà della stagione balneare 2020 ed evidenzia che i casi non tendono a diminuire, restando nella media degli anni passati: «Basterebbe evitare di entrare in acqua in piena digestione, bagnarsi gradualmente per evitare l’effetto brusco caldo-freddo e non allontanarsi in caso di mare agitato; se venissero maggiormente rispettate queste tre regole base si verificherebbero molti meno casi di persone in difficoltà in acqua che vedono il nostro intervento in emergenza».

E sono stati già 12 i casi di salvataggio da quando è iniziato il servizio di presidio,  in cui l’Associazione di volontariato è dovuta intervenire in modo determinante, fra questi, l’ultimo a Portonovo pochi giorni fa per trarre in salvo 4 persone. «È proprio Portonovo – continua Albanesi – una delle nostre tre sezioni, le altre sono Ancona-Falconara e Marina di Montemarciano, che sta crescendo maggiormente in termini di attività e di richieste di intervento».

Intanto, il Banco Marchigiano ha deciso di supportare la preziosa attività quotidiana di puro volontariato della Società Nazionale Salvamento: «Ci autofinanziamo in tutto e quindi per noi questo supporto è ossigeno – ha sottolineato Albanesi – ringraziamo pertanto la Banca. Il suo aiuto verrà impiegato per potenziare i mezzi a disposizione, la loro manutenzione e per le spese vive e ci sarà di grande aiuto per alimentare l’attività, in modo particolare della sezione di Portonovo che vede annualmente grandi flussi di turisti».

Da pochi giorni, una squadra della Società Nazionale Salvamento è dedicata anche al “servizio Covid” nelle spiagge libere con ragazzi e ragazze che si occupano di garantire il distanziamento sociale. Un compito anche questo prezioso in una fase in cui sarà determinante non abbassare la guardia nel contrasto al Sars Cov2 ed evitare potenziali recrudescenze del virus.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Diritto e morale di una casta immorale

Fuori i nomi di chi ha scritto e votato la legge sui bonus alle Partite Iva. Luca Zaia: “I politici che l'hanno chiesto non saranno ricandidati”


12 agosto 2020 – Torno sulla questione dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno chiesto ed ottenuto il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà. Lo faccio lasciando la parola e lo spazio odierno di Paneburro&marmellata ad Armando Ginesi che mette nero su bianco tutta una serie di riflessioni in merito. Com’è che in questo Paese nessun politico viene mai chiamato a rispondere delle castronerie che mette in campo? Aggiungo solo che il Garante della privacy ha dichiarato che i nomi dei furbetti si possono fare. Riflette, Ginesi:

«Che la legge abbia consentito (ed ancora consenta) di commettere la cosa indegna che hanno compiuto i cinque deputati e diversi amministratori regionali di avvalersi (o di provarci) del bonus per le partite Iva che hanno sofferto economicamente durante la fase acuta della pandemia, è cosa risaputa. Che siano state persone indegne non significa che abbiano compiuto azioni illegali.

Perché diritto e morale sono cose distinte (qualcuno ha giustamente ricordato come, dopo il 1938, in Italia, perseguitare gli ebrei fosse una cosa legale anche se certamente indegna dal punto di vista etico) ma che, a parer mio, non possono ignorarsi.

E questa è una. Un’altra è che esiste una legge sulla privacy per cui i nomi di questi individui non si potrebbero fare. Ma esistono anche i diritti dei cittadini a non essere turlupinati dai furbacchioni moralmente disonesti, per cui, a mio giudizio, i nomi vanno resi pubblici. Per evitare che gli elettori li rieleggano di nuovo anche se indegni. (E qui bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia (foto da Facebook) a decidere che non saranno ricandidati coloro che hanno approfittato di un legge per commettere una mascalzonata. Speriamo che tutti i partiti si comportino allo stesso modo se non vogliono apparire complici dei malfattori, anche questa volta così li definiamo dal punto di vista etico che per noi conta eccome).

Non sono da rieleggere per vari motivi: intanto perché sono soggetti non degni di far parte di un Parlamento, poi perché sono stupidi (non dovevano capire che la cosa sarebbe venuta a galla e che sarebbero stati sputtanati a dovere?), e allora come si possono mandare a far leggi (che tutti noi siamo obbligati a rispettare), persone indegne e cretine?

Ma un’altra riflessione va fatta: chi l’ha scritta quella legge idiota che non ha fissato un tetto o una modalità che impedissero una maialata del genere? E ancora: chi l’ha votata? Dateci l’elenco dei partiti o i nomi dei parlamentari che l’hanno approvata. Magari sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti perché qualcuno, fra loro, è stato più cretino degli altri».

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