Protocollo d’intesa fra Regione Marche e gli Ingegneri marchigiani

L’accordo sottoscritto da Feding Marche durante l’Assemblea 2021 a Potenza Picena

Potenza Picena (MC), 19 luglio 2021 – In occasione dell’Assemblea annuale 2021, sottoscritto un importante Protocollo d’Intesa fra la Regione Marche e Feding Marche finalizzato al supporto dei tecnici all’attuazione delle politiche e delle azioni regionali.

Nella splendida cornice dell’’ex Chiesa di Sant’Agostino di Potenza Picena, ora Auditorium Ferdinando Scarfiotti, l’assemblea di Feding Marche ha riunito e messo a confronto i consiglieri dei cinque Ordini degli Ingegneri delle province marchigiane che, insieme, costituiscono la Federazione Regionale. Un’occasione di particolare importanza perché è stata l’ultima riunione plenaria prima della scadenza di dicembre del mandato elettivo 2017-2021.

Potenza Picena – Francesco Acquaroli e Massimo Conti

La sessione è stata aperta dall’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Potenza Picena, Luisa Isidori, che ha portato i saluti del Sindaco e ha ringraziato per aver scelto di tenere l’assemblea di Feding Marche nella sala dell’ex convento agostiniano, che normalmente ospita le sedute del Consiglio Comunale.

A dar ulteriore rilevanza all’evento, la presenza delle massime cariche delle Istituzioni marchigiane, Francesco Acquaroli, presidente della Giunta Regionale e Dino Latini, presidente del Consiglio Regionale. Sul tavolo dei relatori si sono succeduti anche l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli, l’assessore regionale al Bilancio Guido Castelli e il consigliere regionale Carlo Ciccioli.

Gli ospiti sono stati introdotti dal presidente di Federazione Ordini Ingegneri Marche Massimo Conti, che ha ceduto la parola a Raffaele Solustri, rappresentante marchigiano in seno al Consiglio Nazionale Ingegneri. Quest’ultimo ha riconosciuto che mai come ora c’è stata interlocuzione continua con la governance della Regione Marche.

Potenza Picena – Foto di gruppo dei partecipanti all’assemblea annuale 2021 degli ingegneri marchigiani

Proprio da questo costante confronto è nato l’importante Protocollo d’intesa tra Regione e Feding Marche, sottoscritto nell’occasione tra il presidente Acquaroli e il presidente Conti. Con la firma di questo accordo si è voluta creare una cabina di regia e un coordinamento delle molteplici attività che coinvolgono gli ordini professionali degli Ingegneri, sia in sedi istituzionali sia in tavoli volontari, finalizzato al supporto e all’attuazione delle politiche e delle azioni regionali.

Per il Presidente Conti si tratta di «un grande patrimonio di competenze che Feding mette a disposizione, fornendo ai vari dipartimenti regionali i cosiddetti ingegneri di marca per far sì che le Marche tornino finalmente a volare».

Dopo gli interventi degli ospiti istituzionali, il presidente Conti ha relazionato sulle Missioni 2021 della Federazione. Chiusura dei lavori affidata al consigliere Cni Solustri, che ha dato atto alla Federazione Ingegneri Marche d’essere una delle realtà più attive di tutta Italia, e che sarebbe importante che il futuro Consiglio garantisse continuità con le azioni intraprese in questi ultimi anni.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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