Protezione Civile di Monsano apre un punto di raccolta beni pro-Ucraina

Le consegne in sede il martedì, giovedì, sabato. L’elenco del materiale attualmente necessario

Monsano (AN), 6 marzo 2022 – Il Gruppo comunale di Protezione Civile di Monsano, così come tanti altri gruppi sparsi un po’ in tutta la Regione, ha organizzato presso la propria sede di Via Breccia III un punto di raccolta di beni di prima necessità per l’assistenza ai profughi della guerra in Ucraina a partire da martedì 8 marzo.

Di seguito un primo elenco del materiale al momento necessario che si può conferire:

  • Prodotti per bambini e adulti: pannolini per bambini e anziani; assorbenti intimi.
  • Prodotti d’igiene: salviette, sapone, shampoo, asciugamani, carta asciugatutto, dentifricio, spazzolini, carta igienica, fazzoletti.
  • Alimentari a lunga conservazione: omogeneizzati e latte in polvere; pasta, riso, minestre liofilizzate in busta, tonno e scatolame; biscotti e dolci confezionati; frutta secca, barrette energetiche; tè in bustine, caffè solubile; posate e piatti monouso.
  • Altro materiale: candele, torce, batterie; radio Fm anche vecchie, tappetini da campeggio, sacchi a pelo, coperte termiche, biancheria per letto singolo, sacchi e sacchetti in plastica.

Questo elenco potrebbe subire variazioni nel corso del tempo a seconda delle esigenze che si verranno a creare; pertanto, prima di conferire l’invito è quello di verificare se ci sono state modifiche attraverso la pagina Facebook: @ProtezioneCivileMonsano · Impresa locale; che verrà aggiornata man mano.

Le consegne si potranno effettuare nei seguenti giorni:

  • Martedì dalle 18.00 alle 20.00
  • Giovedì dalle 18.00 alle 20.00
  • Sabato dalle 9.00 alle 12.00

Per info (anche su WhatsApp), n. 340 401 44 33

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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