Per un recanatese divieto di avvicinamento all’ex amante della moglie

L’uomo aveva messo in atto pedinamenti, telefonate minatorie e danneggiamenti all’auto nei confronti di un imprenditore anconetano 56enne

Recanati, 28 febbraio 2020 – Ieri mattina i Carabinieri di Ancona hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare che dispone il divieto di avvicinamento nei confronti di un operaio 50enne di Recanati. L’uomo, dopo aver scoperto che la moglie aveva avuto una relazione sentimentale extraconiugale con un imprenditore 56 enne del capoluogo dorico, aveva posto in essere nei confronti di quest’ultimo una serie di condotte moleste e persecutorie, al punto da generare nell’imprenditore un fondato timore per la sua incolumità.

Dalle investigazioni dei militari della Stazione di Brecce Bianche (escussione testi, analisi tabulati telefonici, acquisizione immagini), è emerso che il 50enne recanatese, scoperta la relazione extraconiugale della moglie, ha iniziato a mettere in atto tutta una serie di atti vendicativi: ha inviato all’imprenditore innumerevoli chiamate telefoniche da telefoni pubblici; lo ha ingiuriato e minacciato di attuare ritorsioni violente; ha effettuato una serie di appostamenti presso l’abitazione e la sede dell’impresa gestita dal 56enne anconetano; gli ha danneggiato l’auto con incisioni sulla carrozzeria e cospargendo di mastice i nottolini delle portiere, i cristalli e i tergicristalli (6 luglio 2019, danno di circa 5.300 euro).

Infine, lo ha inseguito con l’auto mettendo in atto manovre di guida pericolose e tentativi di tamponamento, affiancandolo e superandolo compiendo il gesto di tagliargli la gola (febbraio 2020).

Il Gip di Ancona, preso atto  dei reiterati comportamenti persecutori e minacciosi compiuti dal recanatese, ha emesso nei suoi confronti la misura del “divieto di avvicinamento ad una distanza di almeno 1000 metri” ai luoghi frequentati dall’imprenditore, compresi il luogo di lavoro e l’abitazione, nonché il divieto di comunicare con lo stesso attraverso qualsiasi mezzo. E, se dovesse incontrarlo casualmente, dovrà allontanarsi alla distanza intimata senza rivolgergli la parola e senza gesticolare nei suoi confronti.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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