Osimo – Anconetano in moto aveva invaso l’altra corsia e centrato un’auto

L’incidente il 3 agosto a Castelfidardo. Guidava in stato di ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di cannabinoidi

Osimo/Ancona – Nel tardo pomeriggio di ieri, i militari della radiomobile osimana a conclusione degli accertamenti di P.G. ed analisi dei rilievi tecnici, eseguiti a seguito di un incidente stradale avvenuto la notte del 3 agosto u.s. in Castelfidardo, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica per i reati di: guida in stato di ebbrezza alcolica e per guida sotto l’influsso di sostanze stupefacenti, un giovane anconetano identificato per L.F. nato nel 1981, residente in Ancona, celibe, operaio, incensurato.

L.F. nel suddetto incidente, era alla guida di una Yamaha di proprietà quando, percorrendo la S.S. 16 Adriatica ne perdeva il controllo. Invadendo la corsia opposta, urtava violentemente un’auto che proveniva in senso contrario.

I successivi esami effettuati su L.F. presso il pronto soccorso dell’Ospedale di Osimo davano esito positivo sia all’accertamento alcolemico per un valore illegale di 1,18 g/l, sia agli esami tossicologici per uso di “cannabinoidi”.

A carico del giovane è stata redatta informativa all’U.T.G. per i provvedimenti amministrativi di competenza, tra cui il ritiro e la sospensione della patente di guida, nonché il sequestro del motociclo.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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