Montemarciano – Sul furgone nascondeva oltre mezzo etto di cocaina

Autotrasportatore residente a Montemarciano arrestato dai militari del Norm della compagnia di Ancona all’uscita del casello autostradale

Montemarciano, 22 giugno 2020 – I carabinieri della sezione radiomobile del Norm della Compagnia dorica, hanno tratto in arresto in flagranza di reato per detenzione e spaccio di cocaina un 65enne di origini campane residente a Montemarciano (An).

L’operazione risale allo scorso sabato. Erano da poco trascorse le 15 quando una pattuglia del Norm ha fermato un furgone Iveco all’uscita Ancona nord della A14. Il conducente, apparso subito nervoso senza motivo, ha insospettito i carabinieri che hanno perquisito il mezzo. Sotto il poggia piedi lato anteriore destro, all’interno di una busta semi rigida i militari hanno trovato un mocassino nero con dentro un involucro in cellophane termosaldato che conteneva cocaina per un peso complessivo di 54,576 grammi in pietra purissima; un quantitativo rilevante e suscettibile di ulteriore taglio che ne avrebbe moltiplicato il valore allo spaccio.

In un marsupio, invece, hanno trovato 3.750 euro (ventisette banconote da 100 euro e ventuno da 50 euro), mentre nel portafoglio dell’autotrasportatore c’erano 250 euro (quattro banconote da 50 euro, una da 20, una da 10 e quattro banconote da 5 euro). Sempre all’interno del marsupio è stato trovato anche un cellulare. Il tutto posto sotto sequestro poiché ritenuto provento dell’attività di spaccio.

La cocaina sequestrata, inviata al laboratorio per le analisi tecniche, se immessa sul mercato avrebbe fruttato oltre 10.000 euro. Al termine delle formalità di rito il soggetto è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari, a disposizione del Pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Ancona, dott. Paolo Gubinelli, in attesa dell’udienza di convalida.

 

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di Paolo Fileni

Droga – Coltivazione pubblica per fare cassa

Lo ha proposto una consigliera della Regione Marche. Ginesi amplia il concetto anche alla prostituzione


10 luglio 2020 – Dopo i fatti di Terni, e l’aumento esponenziale del numero degli spacciatori di ogni genere di droghe sia nelle Marche sia in tutto il resto d’Italia, il professore Armando Ginesi entra nel merito della questione ed analizza la situazione in corso. Toccando anche il tema della gestione pubblica della prostituzione. Gli lascio spazio nella pagina, non prima però di lanciare un messaggio a tutti quei sapientoni che sostengono che certe droghe non facciano male: avete ragione, per togliere il disturbo basta un po’ di metadone! Scrive Ginesi:

Premessa: io sono, da sempre, contro l’uso delle droghe che non siano usate a scopo terapeutico, prescritte però dai medici e non dagli stregoni. Perché servono a fornire spunti di fantasia a chi ha il cervello lento (anche se alla fine glielo bruciano del tutto), e perché ascolto i pareri degli esperti veri: farmacologi,neurologi, pneumologi, psichiatri, gastroenterologi, internisti, oncologi e via dicendo.

Di esperti farlocchi in giro ce ne sono pure troppi: tutti nullasapienti, autonominatisi specialisti perché hanno letto qualche libro, finanziato dai trafficanti di stupefacenti, nei quali si sostiene, addirittura, che le droghe fanno bene, mentre sono l’alcol e il tabacco a danneggiare l’organismo (e questo non solo è vero, ma verissimo).

D’altra parte in una società in cui ci sono i terrapiattisti a tenere conferenze pubbliche, che ti vuoi aspettare! Dunque le droghe si possono comperare legalmente? Sì, dicono alcuni. No, dicono altri. Consulto la legislazione: una confusione a non finire. Si può, purché sia cannabis sativa con tasso di THC (molecola di tetraidrocannabinolo) non superiore allo 0,2%. Ma qualche giudice – più permissivo forse perché sfumacchia pure lui – arriva allo 0,5%. La Legge 242 del 2016 dice questo, perciò si può ma certe sentenze, anche della Cassazione (e quindi che fanno giurisprudenza), dicono no. All’italiana.

Il mio consiglio: al posto di uno spinello fatevi una salsiccia, che è meglio. A chi non mangia per motivi religiosi il porco, consiglio una banana o una bella pesca Percoca.

A proposito di droga: avete tutti letto del caso triste di quei due ragazzi di Terni (15 e 16 anni) che sono morti dopo aver assunto metadone (roba leggera, dunque: la danno pure in ospedale ai tossicodipendenti per indurli a smettere!!!!). IL P.M. ternano ha detto: “Siamo tutti colpevoli”. Ed ha ragione. Ma intanto, visto che hanno identificato il pusher, reo confesso, dica ai suoi amici e colleghi magistrati inquirenti di andarci giù pesanti con la condanna, perché due ragazzi di 15 e 16 anni non possono essere assassinati così.

Intanto la politica invece di contrastare il dilagare di questi veleni sembra volerli incoraggiare. Qualcuno ha detto che il perché lo si capirebbe se si facesse un test antidroga a tutti i parlamentari. Mi sa che ha ragione, costui. Nel frattempo una di essi, una consigliera regionale, ha fatto una proposta alla Regione Marche: di coltivare essa la canapa indiana, così incassa danaro con cui dare una sistemata ai conti, impedisce il contrabbando, frena le overdose e toglie di mezzo i pusher.

Buona idea, che si potrebbe estendere a tutte le Regioni dello Stivale. Alla quale mi permetto di aggiungerne un’altra: gestire la prostituzione. Così si incassa un sacco di soldi con i quali si potrebbero offrire molti servizi che dovrebbero essere dati ma che non lo sono, si eliminerebbero gli sfruttatori-protettori, si darebbe una mano al mantenimento dell’ordine pubblico, evitando tutti quei fatti delittuosi che solitamente ruotano attorno alle cose proibite, a cominciare dal reato di atti osceni (non è vietato, oggi, esercitare la prostituzione ma sono puniti lo sfruttamento e, in certi casi, la fruizione).

E scusate tutti se mi sono permesso. Lo so non è il mio mestiere quello di dare consigli di politica attiva, ma sono pur sempre un cittadino di un sistema che si autodefinisce libero e democratico e che riconosce il diritto alla manifestazione del pensiero”.

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