Montemarciano – Blitz antidroga: in carcere un’ivoriana e due tunisini

Recuperati circa 400 grammi di eroina e più di 12.000 euro in contanti

Montemarciano, 8 luglio 2019 – I Carabinieri della compagnia di Ancona ieri, domenica 7 luglio, hanno tratto in arresto una donna ivoriana 40 enne e due uomini tunisini rispettivamente di 46 e 28 anni.

Erano da poco trascorse le 13.00 quando una pattuglia in abiti civili, in servizio nei pressi della stazione ferroviaria di Falconara Marittima, notava una donna straniera che si aggirava con fare sospetto. Non riuscendo a identificarla perché salita immediatamente a bordo di un taxi, l’hanno pedinata fino al residence chiamato Il Gelso nel Comune di Montemarciano.

Giunta nel residence la donna entrava in un appartamento per uscirne pochi minuti dopo. E qui è scattata l’identificazione. Nel frattempo, un’altra pattuglia in borghese decideva di fare irruzione nell’appartamento grazie ad una portafinestra lasciata socchiusa.  Una volta all’interno ai loro occhi si è presentata una vera e propria scena da film: due tunisini seduti ad un tavolino erano intenti a confezionare in piccole dosi un ingente quantitativo di eroina.

Portati tutti in caserma, nella borsa della donna i militi hanno rinvenuto 12.485 euro in banconote di vario taglio e circa 408 grammi di eroina purissima che, una volta immessa sul mercato, avrebbe fruttato un guadagno di 50.000 euro. Il quadro investigativo delineatosi, pertanto, è apparso fin troppo chiaro. La donna – che arrivava dalla Campania – aveva rifornito i due tunisini della sostanza stupefacente e il denaro trovato in suo possesso si ritiene possa essere parte della somma pattuita per la vendita.

I due tunisini, con precedenti alle spalle,  dopo aver confezionato la droga in piccole dosi l’avrebbero spacciata al minuto nelle piazze di Ancona e della provincia.

Manette per tutti e tre e traduzione in carcere: la donna, presso la sezione femminile della casa circondariale di Pesaro Villa Fastiggi; gli uomini presso le patrie galere della casa circondariale di Ancona “Montacuto”.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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