Marche in Zona Bianca: quali obblighi rimangono

Da lunedì 21 giugno, divieti e regole da rispettare

Marche, 20 giugno 2021 – L’ingresso delle Marche in Zona Bianca a partire da lunedì 21 giugno prevede la permanenza di alcuni divieti e regole per limitare comunque il diffondersi della pandemia (fonte CNA Ancona).

Niente più coprifuoco

Dopo il lungo periodo di limitazione agli spostamenti nelle fasce notturne che vigeva dallo scorso novembre, da lunedì non c’è più alcun coprifuoco. Né in zona bianca né nel resto del territorio.

Mascherina e distanziamento

Rimane ancora in vigore l’uso della mascherina sia all’aperto sia al chiuso in luoghi diversi dalla propria abitazione, salvo in caso di attività sportiva o mentre si mangia e si beve in luoghi e negli orari consentiti. Tale provvedimento è però al momento oggetto di discussione per una possibile revisione. Rimane invece i vigore la misura del distanziamento.

Ristorante: comitive all’aperto; in 6 al chiuso

Rimane l’obbligo di n massimo di 6 persone al tavolo al ristorante nei luoghi al chiuso. All’aperto non ci sono limiti massimi al numero di persone che possono sedere insieme.

Spostamenti e visite

Rimane sempre vigente la restrizione sugli spostamenti in auto fra persone non conviventi: la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina

Feste private

È possibile organizzare feste private, banchetti, cerimonie civili e religiose. Resta però necessario esibire una certificazione (“green pass”) che attesti o di aver completato l’intero ciclo di vaccinazione o di essere guariti dal Covid-19 o di essersi sottoposto a tampone nelle 48 ore precedenti con esito negativo.

Discoteche e locali da ballo

Rimangono vietate le attività delle discoteche le quali possono aprire per servire cibo e bevande, ma i clienti non possono ballare.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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