Maltempo, interventi ad Ancona, sulla Corinaldese e due volte a Jesi

I vigili del fuoco vanno in soccorso di un agricoltore col trattore rovesciato, risolvono un incidente stradale in località Grazie e fanno due interventi a Jesi per danni da tromba d’aria

Ancona 11 marzo 2019 – Nella giornata odierna, i vigili del fuoco sono intervenuti in distinti interventi di soccorso. Probabilmente, tutti causati dal forte vento del pomeriggio.

Il trattore agricolo rovesciato a Varano di Ancona

Alle 13.45 sono intervenuti a Varano di Ancona per soccorrere un agricoltore che stava lavorando in un campo con il suo trattore. Il mezzo agricolo si era rovesciato, per fortuna senza conseguenze per il contadino alla guida. Utilizzando l’autogrù i Vf hanno ancorato il trattore e successivamente lo hanno raddrizzato.

L’incidente stradale in località Grazie lungo la Corinaldese

Alle 14.45 sono intervenuti lungo la strada Corinaldese, in località Grazie, per un incidente stradale. Uno scontro ha coinvolto due autovetture e due autofurgoni, uno dei quali era parcheggiato al lato della sede stradale e adibito alla vendita ambulante della frutta.

I vigili del fuoco hanno soccorso una donna ferita seriamente, successivamente trasportata dal personale del 118 al pronto soccorso di Senigallia. In ultimo hanno messo in sicurezza lo scenario dell’incidente.

La pensilina di un distributore danneggiata da una tromba d’aria a Jesi

Alle 15,30 e alle 16,45 sono intervenuti a Jesi per rispondere a due chiamate distinte per danni causati da una tromba d’aria. Il primo intervento lo hanno fatto in Via Roma. La copertura di una pensilina di un distributore di carburante, per le forti raffiche di vento, era stata scoperchiata. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza la copertura rimasta attaccata alla struttura, rimuovendo le parti di immediato pericolo. Qui, come nel successivo intervento, non ci sono stati danni a persone.

L’insegna di un centro commerciale in Via Della Fornace a Jesi, danneggiata dalle forti raffiche di vento

Sempre a Jesi, e sempre per la tromba d’aria, sono intervenuti anche in Via Della Fornace dove le forti raffiche di vento avevano divelto l’insegna di un centro commerciale. Anche qui, hanno messo in sicurezza l’insegna rimuovendo le parti di immediato pericolo.

Mentre siamo in fase di pubblicazione, tutta la provincia di Ancona è attraversata da forti raffiche di vento. I vigili del fuoco segnalano numerosi interventi cui dovranno far fronte proprio per questa causa.

 

redazionale

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

 

UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA CI UCCIDERÀ!                                                                                                 La natura non può decomporre la nostra imbecillità

19 marzo 2019 – Le buste di plastica per la spesa sono leggerissime,tanto quanto l’indifferenza dei più che ne sottovalutano la pericolosità per l’uomo e l’ambiente. E non solo perché c’è stato qualcuno che ci ha infilato la testa dentro ed è morto asfissiato. O c’è stato qualche animale domestico che ha ingerito una busta di plastica rimanendone soffocato.

Oggi, le buste di plastica sono proibite, ma la gente continua ad usare quelle che aveva in casa e chissà quando spariranno del tutto, considerato che la plastica immessa nell’ambiente impiega mediamente 450 anni per biodegradarsi. E anche dopo tutto questo tempo, non sparisce affatto. Si trasforma in micro particelle che vengono ingerite da animali e pesci, entrando così nella nostra catena alimentare. E in quella dei più grandi cetacei sparsi nei mari di tutto il mondo.

Aveva 40 chili di plastica nello stomaco la balena trovata morta tempo fa su una spiaggia delle Filippine. Lo hanno reso pubblico i ricercatori del D’ Bone Collector Museum. Un museo di storia naturale con sede nella città di Davao nelle Filippine che hanno rinvenuto la carcassa del cetaceo.

«L’animale aveva al suo interno un quantitativo di plastica che mai avevamo visto prima in una balena – hanno informato da quel museo – 16 sacchi di riso nel suo stomaco e un imprecisato numero di sacchetti di plastica per la spesa. Non eravamo preparati ad una simile quantità. Era enorme, e la plastica si stava calcificando».

Le balene ingeriscono sacchi di plastica interi, le orate, le spigole, le sarde ingeriscono le microplastiche, che sono tossiche. Così, quando andiamo al ristorante e ordiniamo un’orata alla griglia, rischiamo d’ingerire anche una certa quantità di microplastiche. Il vantaggio è che non le troveremo sul conto. Sono gratis, inodori e insapori ma altamente letali per il nostro organismo.

Quanto impiega l’ambiente a decomporre ciò che gettiamo?

  • frutta e verdura: 5/6 settimane
  • carta: 2/3 settimane – pagine di un giornale: 5/6 settimane
  • cotone e altri tessuti: circa 2 mesi – una corda: 14 mesi
  • lana: circa 2 anni – abbigliamento in pelle: 50 anni – stivale in gomma: 80 anni
  • legno verniciato: 13 anni – scatole di latta: 50 anni – alluminio: 200 anni
  • bottiglia d’acqua in plastica: 450 anni – busta per la spesa: 20 anni
  • bottiglia di vetro: 1 o 2 milioni di anni: nessuno è vissuto tanto a lungo da poterne misurare la decomposizione.

Per decomporre l’imbecillità umana, invece, impiega molto più di una bottiglia di vetro.

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