Lutto Jennifer Fiori: il cordoglio del comitato regionale FCI Marche

Gareggiava nel fuoristrada con la maglia dell’Avis Sassoferrato

Ancona, 7 settembre 2021 – Il comitato regionale FCI Marche è in lutto per la scomparsa di Jennifer Fiori che ha scosso l’intero movimento ciclistico marchigiano.

A strapparla ai suoi cari e agli amici un tragico incidente stradale, mentre era in sella alla sua moto 125, nel pomeriggio di lunedì 6 settembre lungo la provinciale Corinaldese, in provincia di Ancona.

Jennifer Fiori con la Top Girls e con la maglia di campionessa regionale FCI Marche

Classe 1986, Jennifer Fiori era riuscita ad approdare nell’élite del ciclismo nel 2007 dapprima con Michela Fanini e poi alla Top Girls fino al 2015. Nel 2013 aveva colto un bel quinto posto al campionato italiano donne élite ed era stata convocata nei raduni della nazionale italiana dal cittì Dino Salvoldi.

Da alcuni anni si era dedicata al fuoristrada gareggiando con la maglia dell’Asd Bike Therapy e poi da quest’anno con quella dell’Avis Sassoferrato sempre come donna élite. Scrive in una nota il comitato regionale Marche della Federazione ciclistica italiana:

«Della nostra Jennifer non dimenticheremo il suo sorriso ed il suo amore per il ciclismo. Tutto il direttivo del comitato regionale FCI Marche esprime la sua forte vicinanza alla famiglia in questo momento di profondo dolore».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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