Lotta all’Hiv/Aids: ad Ancona si cambia passo

Grandi eventi in occasione del 1° dicembre Giornata Mondiale della lotta al Virus

Ancona, 25 novembre 2021 – Il capoluogo di regione dorico diventerà la nona Fast Track City d’Italia, e nel 2022 partirà anche un Check-point per fare test rapidi su HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili.

Il 1° dicembre è ormai da molti anni una data simbolica per chi si occupa di AIDS: in questa data, infatti, si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della lotta all’AIDS. Quest’anno però ad Ancona questa circostanza riveste un’importanza particolare.

Venerdì 3 dicembre il comune di Ancona sottoscriverà l’adesione alla rete internazionale Fast Track Cities, una partnership globale tra città e municipalità di tutto il mondo che offre la possibilità di condividere azioni locali per porre fine all’Aids e ad altre epidemie entro il 2030. L’iniziativa, lanciata in occasione della conferenza mondiale AIDS nel 2014, si avvale della collaborazione di quattro partner principali: IAPAC (International Association of Providers of AIDS Care), UNAIDS (United Nations Programme on HIV/AIDS), UNHabitat (United Nations Human Settlements Programme) e la città di Parigi.

Al termine di una tavola rotonda Bertrand Audoin, vicepresidente dello IAPAC, e la sindaca Valeria Mancinelli sugelleranno con la firma della Dichiarazione di Parigi l’ingresso di Ancona nella rete delle Fast Track Cities. Accanto al Comune di Ancona, occorre ricordare il lavoro e il sostegno di altri enti quali il servizio di Immunologia Clinica degli Ospedali riuniti di Torrette e, per ciò che riguarda le Associazioni del Terzo Settore, le Opere Caritative Francescane, l’Associazione Freewoman, la Caritas Diocesana di Ancona, ANLAIDS Marche e Arcigay Ancona.

A fare da contorno a questo importante evento ci saranno poi altre iniziative: il 1° dicembre, nella mattinata, verrà effettuata dalle 11.00 alle 12.00 una diretta streaming dedicata alle scuole, condotta da Maurizio Socci e Paolo Petrucci dalla sede dell’Informagiovani di Ancona e realizzata dal gruppo di giovani Teenformo. Nei pomeriggi dell’uno e del due dicembre presso Piazza del Papa verrà installato un info point dove saranno fornite informazioni sul virus e dove sarà possibile effettuare gratuitamente il test per l’HIV e per l’epatite di tipo C. Sempre nel pomeriggio del 1° dicembre, infine, alle 17.00 avrà luogo un flash mob e la facciata del Teatro delle Muse e la ruota panoramica di Piazza Cavour verranno illuminate di rosso, per ricordare il fiocco simbolo della lotta al virus.

Conclusi questi eventi, il lavoro di prevenzione, però, non si interromperà. Le Opere Caritative Francescane hanno partecipato ad un bando della Fondazione Gilead Italia, vincendolo con il progetto “Time to check” che prevede la realizzazione di un Check Point diffuso, ossia uno spazio itinerante dove si potranno fornire gratuitamente ai maggiorenni test diagnostici rapidi per HIV ed altre malattie sessualmente trasmissibili, insieme ad informazioni su tutte queste infezioni.

A sottolineare un periodo di grande dinamismo, l’associazione Opere Caritative Francescane ha avviato una campagna di raccolta fondi per rispondere in modo sempre più efficiente ai bisogni degli ospiti della casa alloggio “Il Focolare”, dove abitano persone con AIDS. La campagna di raccolta fondi “Fuori di casa” si pone come obiettivo l’acquisto di una nuova automobile attrezzata per il trasporto di persone in carrozzina, per agevolare gli ospiti nei loro spostamenti.

Le due auto attualmente in dotazione all’associazione, infatti, non sono attrezzate per trasportare persone con particolari difficoltà e ciò rende spesso difficile per gli ospiti uscire di casa, nonostante la disponibilità di operatori e volontari.

Con la campagna “Fuori di Casa” si vuole dunque ribadire che, anche al Focolare, la mobilità è una necessità e un diritto, come ogni persona può sperimentare nel proprio quotidiano.

A questo proposito è possibile fare una donazione sulla piattaforma Rete del Dono, al seguente link: https://www.retedeldono.it/it/progetti/ocf-marche/fuori-di-casa. Si ricorda che il 35% del valore della donazione è detraibile per i contribuenti dalla prossima dichiarazione dei redditi.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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