Ladri di portafogli in azione nel centro storico di Senigallia

I Carabinieri intervengono e li arrestano in flagranza di reato

Senigallia, 5 ottobre 2020 – Quattro uomini, tutti di nazionalità rumena e rispettivamente di 20, 29, 39 e 44 anni, sono stati arrestati sabato pomeriggio dai Carabinieri della Compagnia di Senigallia subito dopo aver commesso due furti con destrezza.

I militari sono intervenuti su segnalazione di una testimone che aveva visto i quattro, in prossimità di una chiesa, avvicinarsi ad una coppia e frugare all’interno della borsetta della donna. Giunti sul posto, i Carabinieri hanno subito individuato e identificato i quattro rumeni risultati senza fissa dimora sul territorio nazionale.

Le indagini immediate hanno permesso di appurare che alla donna vittima del furto, una 72enne, i quattro avevano rubato il portafoglio con all’interno i documenti personali. Portamonete ritrovato in un cestino dei rifiuti posto vicino alla chiesa e restituito alla proprietaria.

Nello zaino del più giovane dei rumeni, inoltre, i militari hanno trovato una borsa da donna che conteneva effetti personali, un portafoglio e 380 euro in contanti. Grazie ai documenti è stato possibile risalire alla proprietaria, una signora 82enne residente a Senigallia che aveva lasciato la borsa nella sua auto, da dove i quattro l’avevano asportata.

Questa mattina si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto, al termine della quale il Giudice del Tribunale di Ancona ha disposto a carico dei quattro rumeni la custodia cautelare in carcere.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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